Il poliziotto no-vax costretto a mangiare fuori dalla mensa: "Meglio in ufficio che costretto a vaccinarmi"

Mario De Marco: “Non sono convinto del vaccino, non voglio farlo. Lavoriamo nelle caserme, stiamo negli alloggi, saliamo in auto, lavoriamo fianco a fianco con i colleghi e solo a mensa c’è l’obbligo del Pass e ci dividono”

Il poliziotto Mario De Marco escluso dalla mensa
Il poliziotto Mario De Marco escluso dalla mensa
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19 Agosto 2021 - 11.00


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E’ stato escluso dalla mensa perché senza vaccino e senza green pass, ma questo non basta per farlo desistere dalla sua (assurda) lotta.

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“Non sono convinto del vaccino, non voglio farlo. Le imposizioni mi vanno strette. Certo non vorrei ammalarmi: mi spaventa il Covid come mi spaventa uscire di casa ed essere colpito da una tegola in testa, ma non reputo la malattia così pericolosa”.

Lo dice Mario De Marco, 58 anni, agente della polizia ferroviaria di Gorizia e coordinatore provinciale del sindacato ‘Lo scudo’, la cui foto, con il pranzo su un tavolino tra due macchine, ha fatto il giro dei social.

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“Non sono vaccinato, non ho il Green Pass e per questo non mi hanno fatto entrare a mensa nella caserma Massarelli” ma “noi lavoriamo nelle caserme, stiamo negli alloggi, saliamo in auto, lavoriamo fianco a fianco con i colleghi e solo a mensa c’è l’obbligo del Pass e ci dividono”.

“Mi chiedo se potrò salire sul treno per i controlli, se potrò continuare a lavorare”, dice in vista di settembre quando il green pass sarà in vigore anche sui treni. “Mi dispiacerebbe finire in un ufficio, ma accetterei di essere demansionato piuttosto che costretto al vaccino. Se mi licenziassero ci penserei, ma andrò presto in pensione, dovrei salvarmi”.

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