A Palermo il primo locale che apre solo ai vaccinati: è già partito l'odio social

Si tratta di un'enoteca in cui campeggia la scritta "No Vax No drink". La titolare: "Non si gioca così con la salute e con il lavoro degli altri"

L'ingresso dell'enoteca

L'ingresso dell'enoteca

globalist 20 luglio 2021

Ci vorrebbero molte più prese di posizione così per poter dare vita a una via sicura per la nostra salute, ma come al solito gli odiatori del web si sono scatenati per screditare la decisione.

No Vax, No Drink. Sembra un nuovo slogan pubblicitario e invece è la comunicazione, con tanto di manifesto, apparsa all'ingresso di un locale di Palermo, che non accetterà più clienti non vaccinati.

Troppo alto il rischio di diffondere il virus e le sue varianti. L'iniziativa dell'imprenditrice Cinzia Orabona attira le critiche dei mondo no vax oltre che messaggi di stima e incoraggiamento.

"Prospero è la prima enoteca letteraria di Palermo. Un luogo aperto a tutti, tutti i giorni" si legge sul sito del locale, che però da qualche giorno sta attuando una selezione all'ingresso. 

A causa dell'aumento di contagi nella regione  e del numero troppo basso di avvenute vaccinazioni, la proprietaria, Cinzia Orabona, ha affisso alla vetrina del suo locale un avviso in cui si dichiara che non verranno accettati clienti non vaccinati, almeno con la prima dose. Orabona ha deciso di condividere l'iniziativa anche tramite un post sulla pagina Facebook.

"Siamo da sempre aperti a tutti i generi - si legge -, a tutte le età, ai cani, agli unicorni e agli hobbit. Da oggi NO VAX, NO DRINK".

Il post ha ricevuto condivisioni, ma quello che ha colpito di più è la quantità e il contenuto dei commenti, circa duemila. "Avete paragonato le vaccinazioni all'Olocausto. Mi avete dato della fascista e della razzista. Avete mostrato la violenza tipica dei leoni da tastiera" ha scritto Cinzia in risposta ad uno dei tanti commenti di odio sotto al post. 
 L'enoteca di Palermo è solo uno dei tanti esercizi commerciali che si sono trovati a dover affrontare le difficoltà economiche  della pandemia. Con i debiti del lockdown da pagare e l'incertezza collettiva non sembra così fuoriluogo cercare di evitare nuovi focolai e supportare la campagna vaccinale, unico baluardo di questa lotta. 

Nell'avviso affisso all'esterno del locale i gestori ricordano che ancora il pericolo non è scampato e "le nuove restrizioni adottate da alcuni Paesi dimostrano che nuovi lockdown e zone rosse non sono così improbabili come ci piace credere". 
 A prendere posizione è il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi .
"Senza l'impegno di tutti - dice - senza piccoli incentivi come questo a vaccinarsi rischiamo che l'irresponsabilità di pochi danneggi la vita di tutti”.