Le studentesse bloccate a Malta per il Covid: "Abbandonate in albergo"

Una delle "prigioniere": "Situazione critica: l'aria condizionata non funziona, ci saranno 40 gradi, l'acqua dello scarico non va. E anche la tv è guasta, mentre per mangiare dobbiamo aspettare ore e ore

Italiane bloccate a Malta per la quarantena
Italiane bloccate a Malta per la quarantena
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13 Luglio 2021 - 20.01


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Prigioniere in un albergo a Malta, con il Covid ma senza alcun tipo di assistenza: è questa l’inaccettabile situazione del gruppo di ragazze positive al Covid nell’isola del Mediterraneo.

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“Stiamo bene, ci facciamo compagnia in quattro in una stanza, ma la situazione è critica”.

Alessandra, 15 anni di Piossasco, in provincia di Torino, è una delle studentesse di lingue del Torinese bloccate a Malta perché trovate positive al Covid. Dovevano rientrare lunedì invece si trovano in quarantena in un albergo a La Valletta.

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Lo stesso dove si erano presentate per fare il tampone prima di tornare a casa.

Alessandra Pieroni, una delle ragazze, spiega che “l’aria condizionata non funziona, ci saranno 40 gradi, l’acqua dello scarico non va. E anche la tv è guasta, mentre per mangiare dobbiamo aspettare ore e ore e i nostri vestiti sono rimasti nelle residenze”.

Gli studenti sono arrivati a Malta con Ef – Education First.

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Mentre Alessandra come gli altri è asintomatica, un’altra ragazza di Piossasco, Emma, 16 anni, ha la febbre. “Lunedì sera siamo state parecchio tempo nella hall e abbiamo aspettato quattro ore prima di fare il tampone sedute sul marciapiede – continua Alessandra – non sono arrivate delle medicine che avevo chiesto perché mi sentivo male e non avevo con me la mia valigia. Emma non ha la corrente e non può caricare il telefono. Altre ragazze positive hanno chiesto di poter fare il test molecolare ma non hanno avuto risposte”.

Le ragazze e i loro familiari sperano in un ritorno in Italia in tempi brevi, il padre di Alessandra, Federico Pieroni, è in contatto con l’ambasciata italiana a Malta.

“Se devono stare gù 15 giorni – afferma – ci stiano ma siano gestite da esseri umani e non abbandonate a se stesse come sta accadendo”.

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