Sala: "Festa dell'Inter inevitabile. Sarebbe successo anche in altre città"

Il sindaco di Milano sulle critiche mosse dalla Lega in merito: "Anche loro erano in piazza a festeggiare"

Giuseppe Sala

Giuseppe Sala

globalist 4 maggio 2021

Domenica in 30 milioni hanno invaso piazza Duomo a Milano per festeggiare lo scudetto dell’Inter ed il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha definito questa situazione inevitabile: "La situazione era certamente prevedibile ma non è pensabile che si potesse evitare che i tifosi scendessero in piazza – ha affermato Sala in un videomessaggio postato su Facebook - Sarebbe stato così in qualunque città italiana, in cui la propria squadra avesse vinto lo scudetto. Con prefetto e questore abbiamo valutato come contenere i tifosi, in particolare abbiamo per tempo analizzato la possibilità di chiudere piazza Duomo ma i rischi superavano i benefici, perché i tifosi si sarebbero riversati in spazi più piccoli e con meno vie di fuga".

"Come ha affermato il prefetto – ha spiegato - non è in momenti come quelli che stiamo vivendo che si può immaginare di usare idranti o cose del genere. Capisco che nella società in cui viviamo chiunque si improvvisa esperto di qualunque cosa, anche dell'ordine pubblico, ma le cose viste da dentro sono un po' più complesse e bisogna accettare che i veri esperti dell'ordine pubblico siano prefetto e questore".

Quanto alle critiche, Sala ha detto di aver "sentito tante lamentele ma non un'idea sensata su come avremmo potuto gestire meglio le strade cittadine. Ci ha provato Salvini ipotizzando di portare, chissà come, i tifosi a San Siro. Ma a tacere che gli stadi in Italia sono chiusi, che assembramenti ci sarebbero stati nell'ingresso e nell'uscita allo stadio? E una volta dentro sarebbero state i tifosi a doverosa distanza o si sarebbero abbracciati? Questa è stata l'ideona di uno che ha fatto il ministro dell'Interno e quindi presunto addetto ai lavori". "Come al solito nella critica si è distinta la Lega – ha sottolineato Sala - quella che vuole aprire tutto ma anche quella che aveva in piazza a Milano a festeggiare un viceministro e due consiglieri comunali che postavano foto allegramente". A tal proposito, aggiunge il sindaco, "è una chicca l'intervista dell'eurodeputata e consigliere comunale leghista Silvia Sardone che dice 'io ero lì per lo shopping'. Certo, notoriamente si va a fare shopping con la mascherina dell'Inter insieme ai compagni di partito".

Nel video in cui si rivolge ai suoi concittadini, Sala spiega inoltre di aver "volutamente" atteso qualche giorno prima di parlare di quanto accaduto domenica: "Capisco che le immagini di piazza Duomo abbiano colpito la sensibilità di tanti - ha rimarcato - e considero con attenzione le voci di tanti milanesi arrabbiati. Capisco meno la strumentalizzazione politica per racimolare qualche voto in più".

Quanto alla pandemia, ha osservato il sindaco, "stiamo faticosamente uscendo dalla più grande crisi sociale e sanitaria dal dopoguerra, esistono tante sensibilità che a volte si sovrappongono. C'è chi ha nostalgia per l'ordine assoluto del lockdown e chi vorrebbe aprire tutto e subito al primo spiraglio di normalità. Per gestire una comunità non esiste un tasto 'acceso' o 'spento', forse sì, ma in società diverse dalla nostra. Una società libera è una comunità complessa che va gestita con strumenti complessi e non credo che le migliaia di famiglie che hanno festeggiato lo scudetto in tutta la città, in zona gialla, siano pericolosi attentatori alla nostra salute".

Ha infine concluso: "Certo, lo dico con chiarezza, ora più che mai bisogna avere comportamenti corretti in termini di uso delle mascherine e distanziamento. Sappiamo che tutti insieme non abbiamo offerto appigli ai professionisti della guerriglia urbana, che nessuno si è fatto male e che le forze dell'ordine hanno fatto rispettare a tutti il coprifuoco e non è poco ".