Focolaio Covid nella comunità sikh di Latina, gli esperti: "Non ci sono casi di variante indiana"

La direttrice dell'Asl di Latina ha chiarito: "I risultati dei tamponi inviati finora allo Spallanzani non ne hanno rilevato la presenza".

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27 Aprile 2021 - 12.32


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È stato identificato un focolaio di Coronavirus nella comunità sikh di Latina, tra i lavoratori agricoli. I numeri non sono ancora chiari, ma la buona notizia è che non è stata identificata la temuta variante indiana: “Dal primo momento in cui è esplosa la pandemia abbiamo notato una disattenzione nei confronti delle aziende agricole, non solo all’interno della comunità indiana, come in questo caso – spiega Stefano Morea, della Flai Cgil di Latina – Le criticità maggiori sul fronte dei contagi sono state riscontrate nei Comuni di San Felice Circeo, Terracina e Sabaudia, complice il sovraffollamento abitativo. In quest’ultima città, c’è un residence, una struttura all’interno della quale abitano i lavoratori delle campagne in grandi numeri. Sono luoghi affollati, di facile diffusione del virus, si tratta di lavoratori ‘invisibili’ nei confronti dei quali invece andreabbe posta un’attenzione particolare. Urge attivare al più presto la campagna di vaccinazione, per ridurre episodi di focolai come questi”. Discorso a parte e non meno importante riguarda la doppia emergenza in cui si trovano questi lavoratori, come spiega Hardeep Kaur, funzionaria Flai: “Spesso in nero, senza alcuna tutela, contratto il virus e ammalandosi, rischiano di perdere la loro occupazione”.
Anche Silvia Cavalli, direttrice sanitaria della Asl di Latina, ha confermato che “la situazione è sotto controllo, con il Dipartimento di Prevenzione stiamo portando avanti un’attenta campagna epidemiologica, con tamponi a tutta la popolazione e quindi anche alla comunità indiana che vive nel nostro territorio, con screening ai lavoratori di sette aziende agricole, tamponi specifici ai casi positivi, isolamento e tracciamento, nonostante le difficoltà legate al problema del sovraffollamento abitativo nei centri residenziali – spiega – Il dipartimento insieme alla Prefettura sta incontrando i capi religiosi, aspetto molto importante, che consente di raggiungere una piena collaborazione con le comunità”. Ciò che si teme oltre alla diffusione del Covid è l’eventuale presenza della variante indiana, ma la direttrice ha chiarito che: “I risultati dei tamponi inviati finora allo Spallanzani non ne hanno rilevato la presenza”.

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