Raggi risponde (come mamma) ad Andrea Romano: "La situazione dei cimiteri ingiustificabile, mi scuso"

La sindaca di Roma: "Da madre, posso soltanto lontanamente immaginare cosa stia provando. Mi sono scusata pubblicamente con una nota perché ho ritenuto giusto farlo"

Andrea Romano
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23 Aprile 2021 - 13.31


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Ieri il deputato Pd Andrea Romano, con un post sui Social aveva pesantemente attaccato Virginia Raggi attribuendole la colpa per l’impossibilità di seppellire il figlio scomparso ormai da due mesi.

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La risposta della sindaca di Roma, Virginia Raggi è arrivata oggi con un lungo post.
“Ho il cuore colmo di dolore. Dolore per la sofferenza di un padre che ha perso da poco un figlio e che ha espresso la rabbia di non poterlo neanche piangere al cimitero. Un dolore per la perdita di un proprio caro che accomuna tante famiglie, soprattutto in questo periodo. Ieri ho chiamato Andrea Romano per esprimergli la mia vicinanza; per dirgli che, da madre, posso soltanto lontanamente immaginare cosa stia provando. Mi sono scusata pubblicamente con una nota perché ho ritenuto giusto farlo”, le parole di Raggi su Facebook, che ha poi aggiunto: “Ho convocato l’azienda che cura i cimiteri (Ama) per chiedere cosa sia accaduto. Al di là delle motivazioni dei ritardi legati all’emergenza Covid, mi è stato assicurato un intervento straordinario per fare fronte all’aumento del numero di sepolture”.

“Un ragazzo molto amato e molto sfortunato”. Così Romano descrive Dario, il figlio disabile dalla nascita, morto a Roma il 22 febbraio per un arresto cardiaco improvviso. Venti giorni per cremarlo e, dopo due mesi, la famiglia aspetta ancora di poterlo tumulare nello spazio di cui dispone al cimitero del Verano. “Non è arrivata una parola di spiegazione e io avrei volentieri evitato di intervenire pubblicamente – spiegava Romano al Messaggero – su un fatto personale e doloroso come questo, ma la situazione nella quale ci troviamo è la stessa che stanno vivendo molte famiglie romane. Quella di non poter assolvere al diritto basico di ogni essere umano: ovvero seppellire i propri familiari”.

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“A noi, Dario ha insegnato la pazienza e il coraggio, ma questa storia inverosimile che ci accomuna a tanti altri – spiegava Romano – è colpa dell’Ama e dell’amministrazione capitolina. Proprio perché sono un politico, so bene quanto è difficile amministrare la cosa pubblica. La complessità dei problemi è enorme e nessuno ha la bacchetta magica. Ma quello che continua a colpirmi in questa vicenda, e che mi ha spinto ora a parlarne pubblicamente, è che da parte della sindaca e dell’Ama non sia ancora arrivata una parola di spiegazione e di una scusa nei confronti dei cittadini romani che stanno vivendo questa tragedia”.

Ieri sulla vicenda la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha espresso “solidarietà a Romano e alla sua famiglia, mentre la sindaca di Roma Virginia Raggi ha dichiarato di aver “convocato Ama e mi hanno assicurato che stanno lavorando per risolvere questa grave emergenza”. L’Ama in serata aveva poi annunciato “da lunedì procedure più svelte per le cremazioni. Basterà una sola autorizzazione”. Per carità – afferma Romano – nessuno nasconde le difficoltà del momento, dovute anche alla pandemia. Questa situazione, però, esiste soltanto a Roma. In altre città d’Italia non è così”. E sul Corriere della Sera il deputato dem commentava come si trattasse di “uno strazio nello strazio. Una situazione indegna per la capitale d’Italia”. E alla Raggi diceva: “La tua vergogna non sarà mai abbastanza grande. Quale mancanza più grave possono avere un sindaco e l’amministrazione di una città? Non riescono nemmeno a permettere alle famiglie di seppellire i propri cari”.

Romano era intervenuto anche sulla Stampa: “Ho chiesto – diceva – di poter portare almeno un fiore a mio figlio” parcheggiato “in un deposito di Prima Porta, ma all’Ama mi hanno detto ‘no’. Sia io che Costanza, la madre di Dario, siamo andati a chiedere più volte, l’ultima dieci giorni fa. Niente. Se non delle spiegazioni fumose che evocano il Covid-19 ma nessuna soluzione, nessun tempo”.

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E tuttavia, diceva Romano parlando anche con il Foglio, “non voglio fare polemica politica. Ci ho pensato a lungo. Morire in pace e avere una sepoltura dignitosa è un diritto molto basico, cui ognuno dovrebbe poter avere accesso. Non poterlo fare è davvero frustrante, aggiunge al dolore privato altro dolore. Ma devo essere sincero – aggiunge – delle difficoltà di Ama avevo sentito dai racconti e dalle proteste degli altri, sui giornali, ma quasi non ci credevo, pensavo non potesse essere possibile una cosa del genere. Quello che rimprovero alla sindaca – concludeva – è una grande arroganza, quasi volesse negare le difficoltà e il dramma che stanno vivendo alcune migliaia di cittadini”.

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