L'abuso di potere mediatico di Grillo: ancora un uomo che ci vuole insegnare come ci si comporta dopo uno stupro

Dopo sentenze che ci ammonivano, in quanto donne, per come eravamo vestite o se avessimo urlato durante la violenza, ora arriva il manuale di istruzioni su cosa fare il giorno dopo l'abuso.

Beppe Grillo e il figlio
Beppe Grillo e il figlio
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Claudia Sarritzu Modifica articolo

20 Aprile 2021 - 07.32


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Ascolto Grillo urlare il suo dolore e la sua disperazione di padre di ragazzo accusato di stupro di gruppo (il fatto di aver precisato di gruppo non è un dettaglio) e ancora una volta mi scontro con un copione, un patentino, un libretto che tutte le ragazze stuprate dovrebbero seguire.
Lui afferma che chi è stata stuprata, il giorno dopo non va in kite.
Ok. Sarà la magistratura a dirci se questo ragazzo è colpevole o meno. Spero per lui di no.
Ciò che a me interessa è che ancora una volta un uomo ci spiega come ci si comporta dopo uno stupro.
Dopo sentenze che ci ammonivano, in quanto donne, per come eravamo vestite o se avessimo urlato durante la violenza, ora arriva il manuale di istruzioni su cosa fare il giorno dopo l’abuso.
Avete sorriso, mangiato, dormito a qualche ora di distanza? Perché il manuale dice che la perfetta stuprata soffre di insonnia, è vestita con un saio, è piena di lividi, ha urlato e pianto, il giorno dopo tenta (ovviamente) il suicidio.
Sì perché nel nostro immaginario, cattolici o atei, per noi la donna giusta, l’unica a cui possiamo dare la definizione di “vittima perfetta” è Santa Maria Goretti.
E invece ogni mente reagisce in modo diverso. I corridoi del dolore sono imperscrutabili.
Anni fa intervistai una ragazza apparentemente molto serena, equilibrata e realizzata (pareva addirittura felice) che anni prima fu violentata. Alla domanda come fosse sopravvissuta (intendevo mentalmente) lei sorridendo mi rispose: “Ma io non sono sopravvissuta”.
Ecco, sta tutto qui.
A Grillo, a tutti gli uomini e le le donne che vogliono appiccicarci addosso un corretto modello di vittima vorrei spiegare che ognuna muore, risorge o sopravvive come può, come sa.
E ora sarà la giustizia a dirci cosa successe realmente quella sera.
I padri e le madri degli accusati dovrebbe stare in silenzio e non usare la loro popolarità per spostare il processo sui media. Fatelo per il vostro ragazzo. Che fino a prova contraria è innocente. 
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