Gandolfini (Family Day) fa quadrato intorno a Pillon: "Ddl Zan inutile, insulti al senatore vergognosi"

Il leader del Family Day: "La prova inoppugnabile dell'assoluta inutilità del ddl Zan sta nel fatto che da sempre chi commette atti violenti contro persone omosessuali risiede nelle patrie galere"

Massimo Gandolfini

Massimo Gandolfini

globalist 8 aprile 2021
Sembra incredibile, ma sebbene non si sappia più come spiegare che il Ddl Zan è una norma (peraltro per nulla esaustiva, anzi) che non viola in alcun modo la libertà di pensiero o di opinione (fermo restando che l'omofobia non è un'opinione valida per vivere in un consesso civile) e che in alcun modo entra nell'argomento 'famiglie arcobaleno' ma si limita semplicemente a configurare l'omofobia e la misoginia come aggravanti di reato, la squadra dei santi crociati della politica italiana ne inventa una al giorno pur di gettare discredito su un disegno di legge che non solo esiste già praticamente in tutta Europa, ma anche in tutto il mondo occidentale. 
"La prova inoppugnabile dell'assoluta inutilità del ddl Zan sta nel fatto che da sempre chi commette atti violenti contro persone omosessuali risiede nelle patrie galere a scontare la pena che il vigente Codice Penale ha loro assegnato. Compreso l'energumeno della metro di Roma di una decina di giorni fa. Va inoltre ricordato che sono già previste tutte le aggravanti del caso per abbietti e futili motivi". Lo dichiara il leader del Family Day Massimo Gandolfini.
"Ma il Ddl Zan - prosegue - presenta altri punti molto controversi non previsti per altri tipi di reato contro la persona, come l'ingresso delle associazioni Lgbt nelle scuole di ogni ordine e grado e l'introduzione del concetto di genere slegato dal sesso biologico nel nostro ordinamento. D'altra parte, la netta contrarietà espressa dalla Cei e da ambienti femministi evidenziano tutte le criticità della proposta. Si tratta, dunque, di un ddl di carattere esclusivamente ideologico, liberticida e illiberale che anche ieri è stato correttamente fermato nella conferenza dei capigruppo di maggioranza in Commissione Giustizia del Senato. A norma di regolamento, la discussione/votazione non può procedere prima che altri provvedimenti legislativi ad esso collegati vengano adeguatamente affrontati. Il senatore Simone Pillon, in rappresentanza della Lega, regolamento alla mano, ha dimostrato l'evidente vizio di procedura e, dunque, tutto è stato rimandato".
"Vogliamo cogliere l'occasione - aggiunge Gandolfini - per dire che il nostro Paese ha oggi ben altre priorità legate all'enorme sofferenza sanitaria, economia e sociale in cui la pandemia ci ha precipitato. Noi, cittadini italiani, abbiamo bisogno di tanto, di tutto, a partire dalla sanità per arrivare alla scuola e alla ripresa delle libertà personali e sociali che la Costituzione ci garantisce. È assolutamente insensato perdere tempo in discussioni su una norma inutile e, oltretutto, divisiva che innalza muri invalicabili. La stessa Commissione ha sul tavolo temi di enorme delicatezza da affrontare: riforma del processo civile e penale, riforma del processo tributario, riforma della magistratura, inquadramento dei giudici non-togati, e non può perdere tempo in passaggi inutili".
"Auspichiamo che tutti i cittadini di buon senso, che rispettano ogni persona - certamente non coloro che in questi giorni hanno ricoperto di insulti vergognosi e di minacce squadristiche il senatore Pillon, cui va la nostra piena solidarietà - e che condannano ogni atto di violenza, alzino la voce verso tutti i partiti che siedono in Parlamento, in un unico coro: 'Siate seri e preoccupatevi di fare cose serie, per il vero bene del nostro amato Paese'. Dal canto nostro, vigileremo attentamente, vagliando fra chi preferisce servire l'ideologia piuttosto che rispondere alle sofferenze di milioni di cittadini, oggi più poveri che mai'', conclude Gandolfini.