"Non c'è stata diffamazione". Bassetti aveva denunciato una giornalista e un politico: tutto archiviato

"Si reputa dunque che fosse nel diritto del giornalista criticare le predette scelte e sollecitare riflessioni dei lettori"

Bassetti
Bassetti
Preroll AMP

globalist Modifica articolo

27 Gennaio 2021 - 14.01


ATF AMP

Per la giudice è tutto vero e negli articoli pubbblicati, così come nelle lettere scritte da Pastorino, non si ravvisa alcun reato di diffamazione. Anzi, “si reputa dunque che fosse nel diritto del giornalista criticare le predette scelte e sollecitare riflessioni  dei lettori”.
Come racconta su Repubblica Giuseppe Filetto: la giudice per le indagini preliminari Angela Nutini, anche su richiesta del pm Menichetti, archivia la vicenda penale che da una parte vede il professore Matteo Bassetti, dall’altra la giornalista Monica Di Carlo, difesa dall’avvocata Elena Fiorini, e il consigliere regionale di Linea Condivisa Giovanni Pastorino, assistito dall’avvocato Massimo Boggio. Secondo quanto scrive il giudice, non ci sarebbe stato nulla di diffamatorio su quanto pubblicato da Di Carlo sul sito on line “Genovaquotidiana.com”, tantomeno nelle lettere che Pastorino ha scritto al rettore dell’università e al preside della Scuola di Scienze Mediche e Farmaceutiche con le quali chiedeva ai dirigenti “un intervento affinchè impedissero a Bassetti di reiterare alcuni suoi comportamenti e dichiarazioni”.
Per capire, occorre ricordare che Bassetti aveva posato indossando la cravatta con il logo del negozio Ghiglino di via XX Settembre; inoltre, aveva autorizzato ad usare la sua immagine “sui certificati di sanificazione di una ditta di disinfestazione genovese”; ancora, “non è contestata la veridicità dell’avvenuta sottoscrizione da parte dei famigliari di Bassetti di un contratto con la Protezione Civile per la collocazione dei pazienti Covid” nell’albergo Rex della moglie. 

Top Right AMP
FloorAD AMP
Exit mobile version