Così non va, Pfizer riduce ancora le consegne: il governo costretto a rivedere il piano vaccini

La Pfizer si è limitata a promettere in un comunicato stampa che si riprenderà con il "calendario iniziale di distribuzione all'Ue a partire dalla settimana del 25 gennaio"

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20 Gennaio 2021 - 08.43


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A meno di 20 giorni dall’inizio della campagna vaccinale, il governo è già costretto a rimettere mano al piano presentato dal ministro della Salute Roberto Speranza per rispondere ai ritardi nelle consegne decisi unilateralmente da Pfizer. Rivedere quindi la distribuzione dei vaccini, rimodulando le consegne in modo che nessuna regione resti senza dosi e possa procedere con i richiami. Arcuri lancia l’allarme:  “La prossima settimana ci sarà una ulteriore riduzione delle consegne”. Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha annunciato “azioni legali concordate” nei confronti di Pfizer.

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 La Pfizer si è limitata a promettere in un comunicato stampa che si riprenderà con il “calendario iniziale di distribuzione all’Ue a partire dalla settimana del 25 gennaio”. Inoltre, al taglio di 165mila dosi annunciato venerdì – che ha ridotto del 29% le consegne al nostro paese per questa settimana, passate da 562.770 dosi a 397.800 – Pfizer ha fatto sapere solo alle 17 di lunedì, quando le fiale di vaccino sarebbero già dovute essere in Italia, che avrebbe ritardato ulteriormente la distribuzione, portando a destinazione la maggior parte delle dosi, poco più di 241mila, solo mercoledì. 

Sui ritardi è intervenuto il commissario Arcuri: “Lo scambio di comunicazioni con Pfizer non ha sortito gli effetti che auspicavamo”, tanto che l’azienda ha annunciato le ulteriori riduzioni. Di qui la decisione di procedere con le azioni legali “per tutelare gli italiani” in tutte le sedi, civili e penali, in cui ciò sarà possibile. 

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Ema: “Ritardi di Pfizer per assestamenti di produzione” – Secondo l’Agenzia europea dei medicinali (Ema), disguidi e ritardi si devono al fatto che l’azienda sta cercando di aumentare la produzione e, a fronte dei molti ordini ricevuti, non ha avuto la possibilità di fare scorte di materie prime. Un nuovo intoppo che rischia non solo di far slittare la campagna vaccinale di diverse settimane ma anche di creare più di qualche problema nella somministrazione della seconda dosa per i richiami, prevista 21 giorni dopo la prima. La commissaria alla Salute dell’Ue Stella Kyriakides ha detto che “lavoriamo in modo costante con Pfizer-Biontech per sostenere la capacità e il rafforzamento della produzione nell’Ue”.

Le Regioni chiedono garanzie – Tutti però chiedono garanzie, come ribadisce il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini: le riduzioni “siano solo temporanee”. E che sia il governo a decidere dove devono andare i vaccini, non Pfizer. Per questo l’ipotesi più concreta è di rivedere il piano della distribuzione in modo che siano gli uffici del Commissario a stabilire la rimodulazione delle quantità e dei luoghi di consegna. Garantendo in maniera equa, sulla base dei criteri già definiti, meno dosi ma per tutti. 

Boccia: “Azioni legali concordate contro Pfizer” – Si valuteranno “azioni legali concordate” nei confronti di Pfizer per il taglio e il ritardo nella consegna delle dosi dei vaccini. Così il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia nella riunione con le Regioni. “Pretendiamo chiarezza e rispetto per il nostro paese sugli accordi europei presi” avrebbe aggiunto sottolineando la necessità che non vi siano più “riduzioni unilaterali senza preavviso”. 

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“Serve accordo solidarietà tra Regioni” – “E’ necessario consentire alle Regioni un accordo di solidarietà per garantire i richiami a tutti”. E’ quanto avrebbe detto Boccia nel corso del vertice con le Regioni per fare il punto sui vaccini dopo il taglio nelle consegne deciso da Pfizer. Proprio in seguito a quei tagli, avrebbe aggiunto il ministro, “abbiamo l’urgenza di ridurre la distribuzione dei vaccini in questa settimana in Italia”.

Aifa: “Grave preoccupazione per il ritardo di Pfizer” – Intanto, dopo Arcuri, anche il direttore generale dell’Aifa Nicola Magrini ha criticato le decisioni di Pfizer. “E’ un ritardo molto preoccupante” anche perché “è stato comunicato tutto all’ultimo minuto”. Magrini sottolinea comunque che “se si tratta di un ritardo di una sola settimana le conseguenze potrebbero non essere così gravi”. 

Le conseguenze dei ritardi – I ritardi nelle consegne un risultato, negativo, lo hanno comunque già prodotto: lo slittamento di almeno due settimane dell’inizio della campagna di vaccinazione per gli over 80 e dei 400mila pazienti oncologici, ematologici e cardiologici. Il Lazio, dopo le prime dosi somministrate ieri, ha fissato l’apertura al primo febbraio, il Piemonte al 30 gennaio mentre la Puglia non aprirà le prenotazioni fino a quando non sarà fatta chiarezza.

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