Calendario 2021, l’italienza delle donne che lavorano

Dedicato all’etiope Agitu, è nato dal laboratorio ecofemminista del movimento “Dalla stessa parte”, la risposta a quello del Codacons con le donne nude al centro di polemiche. [di Stefanella Campana]

Il calendario delle donne che lavorano

Il calendario delle donne che lavorano

Stefanella Campana 12 gennaio 2021Giulia

Non sono nè glamour né svestite le donne ritratte nei luoghi di lavoro e portano mascherine davanti a bocca e naso quelle che si sono lasciate fotografare da Paola Cavallari e Marina Toschi (grafica Tiziana Boirivant) per  il calendario 2021 dedicato all’etiope Agitu, la contadina imprenditrice ambientalista uccisa e stuprata in Trentino, ripresa in prima pagina con le sue amate capre e i prodotti che coltivava. Il calendario è nato dal laboratorio di ecofemminismo e sostenibilità del movimento “Dalla stessa parte” che vuole raggruppare le realtà femminili per incidere nella politica e nella realtà quotidiana.



 A gennaio compare la foto di una commessa, a febbraio di una badante, a marzo di una igienista dentale. Si susseguono i mesi con le foto di donne rappresentative delle tante che svolgono lavori dove sono in maggioranza:  ostetrica, ginecologa, segretaria, farmacista, infermiera. Alcuni  mesi di anni addietro sono stati testimoni di eventi importanti per le donne e vengono richiamati anche su queste foto:  nel febbraio del ’45 il voto alle donne e la legge Merlin, a marzo la Giornata internazionale dei diritti delle donne, a maggio la firma dell’Italia alla Convenzione di Istanbul, a luglio la legge sui consultori, a novembre la Giornata contro la violenza di genere..…Giusto per non dimenticare traguardi importanti frutto di faticose lotte che sembrano non finire mai, anche oggi quando si pensa di omaggiare le italiane in prima linea in questa difficile pandemia con foto di donne nude in pose a sfondo sessuale, “vestite” solo con una mascherina tricolore, una immagine stereotipata, proposte dal calendario 2021 del Codacons (associazione consumatori) con l’intento di omaggiare la Italienza, la resilienza-ripartenza dell’Italia, aggiungendo pure un concorso per scegliere la foto migliore, il voto da cui si è dissociata pure  Tiziana Luxardo, la fotografa che difende il suo lavoro come “artistico”.   


Perché il calendario ecofemminista 2021? “Il nostro anno per non dimenticare le donne che nella pandemia lavorano con responsabilità: come siamo, come non temiamo di essere, come re-esistiamo” . Una risposta chiara al calendario proposto dal Codacons che, nonostante 60 associazioni di donne abbiano chiesto il suo ritiro con una petizione, continua a essere presente sul sito dell’associazione con l’invito al voto della foto più bella, una iniziativa fuori tempo, sessista. Ora su Internet ci sarà anche il calendario con donne nei luoghi di lavoro che non intendono essere votate per la loro bellezza, ma ricordate per quello che stanno dando a questo Paese con il loro impegno, in prima fila, anche correndo dei rischi.