A Roma centinaia di uccelli morti per strada dopo i botti di Capodanno

Centinaia di storni sarebbero stati storditi e disorientati dai botti per festeggiare il nuovo anno: la strage vicino alla Stazione Termini

Uccelli morti a Roma

Uccelli morti a Roma

globalist 1 gennaio 2021

Centinaia di storni schiantati in strada nel cuore della notte a Roma, in via Cavour, a causa dei botti di Capodanno: questo lo scenario della notte a Roma.


I fatti sono avvenuti dopo la mezzanotte, quando alcuni passanti giunti all'altezza dell'ultimo tratto di via Cavour, vicino alla stazione Termini, si sono ritrovati davanti un tappeto di volatili morti stecchiti.  


Alcuni video pubblicati in rete mostrano gli storni - solitamente stazionanti sugli alberi della stazione Termini - spaventati e disorientati a causa dei botti di Capodanno finire contro i fili dell'alta tensione, oppure contro le finestre dei palazzi e degli alberghi della zona.


Il risultato è il tappeto di centinaia di strorni morti stecchiti.


Una scena da film dell'orrore ripresa e mandata in rete da alcuni passanti.
È il caso ad esempio di Diego F. che ha ripreso e pubblicato la scena, commentandola così: "Scusate ma a me è già passata la voglia di festeggiare. Centinaia di uccelli morti. I botti non erano così necessari in fondo, da giustificare centinaia di vite animali".


Il consigliere comunale del M5s Daniele Diaco (che è anche presidente della commissione Ambiente) ha commentato: "In pochi hanno rispettato purtroppo l'ordinanza che vietava l'utilizzo di botti e petardi e questo è ciò che è accaduto a Roma: centinaia di storni sono morti per la paura dovuta alla detonazione. Mi auguro che nel tempo aumenti la consapevolezza che i petardi creano inquinamento ambientale e provocano un serio shock a tutti gli animali".


La Lipu (Lega italiana protezione uccelli) in merito al fenomeno ha spiegato: "Riguardo gli animali selvatici, in particolar modo per l’avifauna che spesso non viene considerata, lo scoppio dei fuochi artificiali in piena notte provoca danni inimmaginabili; nell’avifauna selvatica un botto causa uno spavento tale che può provocare la morte per infarto o li induce a fuggire dai dormitori costituiti da alberi e siepi (da qui l’importanza del verde urbano e di non capitozzare drasticamente le chiome degli alberi), e a volare al buio alla cieca anche per chilometri, andando a morire addosso a qualche muro o cavo elettrico; quelli che riescono ad atterrare o a posarsi su un manufatto, spesso muoiono investiti dalle automobili o assiderati a causa delle rigide temperature invernali ed alla mancanza di un riparo. Gli uccelli recuperati ancora vivi che vengono di solito portati ai Centri di recupero fauna selvatica , incrementano i costi per le cure e gli orari di lavoro ai danni dei volontari, cosa che può benissimo essere evitata con il divieto dell’uso di tali fuochi".