L'annuncio di Gori: "Bergamo sarà 'persona offesa' nel processo per pandemia colposa"

"Un atto che esercitiamo consapevolmente in nome di un'intera comunità duramente colpita che vuole innanzitutto conoscere le ragioni di ciò che è accaduto" ha detto il sindaco

Giorgio Gori
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28 Dicembre 2020 - 16.41


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Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha annunciato che la città di Bergamo sarà “persona offesa” nel procedimento penale pendente davanti alla Procura di Bergamo per il reato di epidemia colposa concernente la pandemia Covid-19. “Un passo, nell’interesse dei cittadini, giustificato e necessario visto l’eccezionale impatto della pandemia a Bergamo, con un numero di vittime e un tasso di letalità molto al di sopra degli indicatori nazionali”, aggiunge Gori.
“Un atto che esercitiamo consapevolmente in nome di un’intera comunità duramente colpita che vuole innanzitutto conoscere le ragioni di ciò che è accaduto. Gli elementi da cui la decisione prende le mosse sono tre: primo, l’eccezionale impatto della pandemia in Italia, in particolare a Bergamo”, spiega Gori precisando che “l’Italia è il paese europeo con il più alto numero di decessi totali dall’inizio della pandemia, sono più di 70.000 stando ai dati ufficiali”.
“L’evento pandemico si è manifestato a Bergamo, in provincia e in città, con eccezionale violenza: i contagi nella prima ondata sono stati circa 25.000 – prosegue il sindaco – Il numero delle vittime lo conosciamo solo parzialmente dalle fonti ufficiali: 267 morti. Tuttavia, il dato più attendibile delle vittime si può ricavare dai valori di sovramortalità, ovvero dal numero di decessi risultanti alla nostra anagrafe che eccedono la media degli anni precedenti per i mesi di marzo: un numero pari a 677 unità”. Dunque “l’indice di letalità, per quanto riguarda la città di Bergamo, è prossimo a 2,71 decessi ogni 100 contagiati”.
“Secondo punto: la Procura della Repubblica del Tribunale di Bergamo, da quanto abbiamo appreso, ha avviato indagini preliminari sulla vicenda di Covid-19 concernenti il reato epidemia colposa. Terzo elemento, è che di fronte ad eventi di carattere collettivo, la giurisprudenza riconosce il Comune come ente ‘esponenziale’, ovvero rappresentativo degli interessi dei diritti dei propri cittadini, titolare di una danno non patrimoniale in riferimento a fatti costituenti reato che possono aver determinato le vite non rimarginate, fonti di indelebile turbamento della collettività stessa. In questo caso – conclude Gori – è individuabile il Comune come persona offesa nel procedimento penale”. Il Comune può quindi presentare memorie e indicare elementi di prova. “Con questo gesto il Comune vuole dire ai suoi cittadini – e in primo luogo a chi ha sofferto la perdita di famigliari o di persone care – che intende rappresentarne il diritto a conoscere l’effettivo svolgimento dei fatti, e offrire se necessario il proprio contributo all’accertamento della verità, e qualora emergessero delle responsabilità penali, a rappresentarne gli interessi per ottenere il giusto risarcimento”, conclude il sindaco.

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