Il parroco tuona contro l'egoismo e la cultura dello scarto: "Chi non produce è fuori gioco"

Don Giordano Goccini, parroco di Novellara: "La pandemia ha reso evidente che il nostro stile di vita non ama la vita e continua ad ingannarsi e a cercare vita dove non c'è".

Don Giordano Goccini, parroco di Novellara
Don Giordano Goccini, parroco di Novellara
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25 Dicembre 2020 - 15.25


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Chissà se saranno fischiate le orecchie a Toti, quello che ha fatto notare (come se la cosa fosse meno grave) che a morire di Covid erano solo gli anziani, ossia quelli non più produttivi.
Ma la può pensare così un cristiano? C’è dato un duro j’accuse di un parroco durante l’omelia nella messa di Natale.

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Don Giordano Goccini, parroco di Novellara, centro della provincia di Reggio Emilia, ha messo in guardia i fedeli sugli effetti della cultura dello scarto. Sperimentati in tutta la loro drammaticità nella pandemia.
“Un altro virus è circolato nel nostro tempo e ci ha contagiato tutti. Un virus anche questo mutante, in evoluzione, con tante forme e una sola radice: l’egoismo. Un virus che si è radicato anche in noi cristiani che ci siamo adagiati a considerare leciti tutti i nostri interessi, ad accettare che una buona fetta di umanità sia uno scarto”, la denuncia.
“La pandemia – ha osservato don Goccini -ci ha svelato quanto questo stile di vita sua disumano. Lo dico con dolore: vedere morire persone col conto straripante di soldi e nessuna mano che le accompagni nel trapasso è disumano. Abbiamo visto nel nostro Paese, anzi non li abbiamo proprio visti i nostri vecchi se non già infagottati, impacchettati in una bara, e lo abbiamo accettato come una disgrazia. No, non è una disgrazia, è un frutto della logica con cui noi abbiamo accettato di vivere. Per cui chi non produce è fuori gioco. La pandemia ha reso evidente che il nostro stile di vita non ama la vita e continua ad ingannarsi e a cercare vita dove non c’è”.

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