Resse per la scarpe, Italia Viva attacca Lidl: "Bar e ristoranti chiusi ma per loro nessuna multa?"

La deputata di Iv Giulia Occhionero: "L’improvvida iniziativa di marketing Lidl è stata stigmatizzata anche dal coordinatore del Comitato tecnico scientifico Miozzo e dalla virologa Ilaria Capua"

Ressa alla Lidl
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19 Novembre 2020 - 17.12


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Le immagini delle resse alla Lidl per accaparrarsi le (brutte) scarpe che vanno di gran moda hanno fatto il giro di tutto il paese e qualcuno un paio di domande se l’è fatte: era davvero il caso di creare un assembramento non necessario per comprare le sneaker firmate da un supermercato? Giusy Occhionero di Italia Viva si è fatta la stessa domanda: “Perché le autorità non hanno sanzionato la catena di supermercati Lidl per gli assembramenti che si sono creati con la vendita a prezzi scontatissimi delle scarpe sneakers blu e gialle da 12,99 euro in edizione limitata?”.
“La ministra dell’Interno Lamorgese farebbe bene a chiedere spiegazioni alle Prefetture e a inviare una circolare, non si capisce perché le regole contro gli assembramenti le abbiano dovute rispettare ristoranti e bar, finché sono rimasti aperti anche nelle attuali zone rosse, mentre ci sia stato questo lassismo verso una catena di grande distribuzione, la cui categoria peraltro ha risentito meno del commercio al dettaglio gli effetti economici dell’epidemia”.
“L’improvvida iniziativa di marketing Lidl – prosegue Occhionero – è stata stigmatizzata anche dal coordinatore del Comitato tecnico scientifico Miozzo e dalla virologa Ilaria Capua, perché in un momento così critico per i contagi ha creato resse, code e corse all’accaparramento, tutto ampiamente documentato da foto sui social e sulle testate locali di tutta Italia”.

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