Diciassette anni fa, il 12 novembre del 2003, alle 8.40 italiane, una notizia dolorosa scrive una pagina di storia: L’attentato di Nassiriya, dove perdono la vita 28 persone, 19 soldati italiani e 9 iracheni.
Quel giorno la guerra entrò di nuovo nella vita degli italiani, con un tremendo attentato, compiuto con un camion e un’auto imbottiti di esplosivo, devastò la base italiana ‘Maestrale’ a Nassiriya e portò la morte tra i militari impegnati nell’operazione ‘Antica Babilonia’. Persero la vita dodici carabinieri delle unità speciali internazionali (Msu) oltre a cinque soldati dell’esercito che facevano da scorta alla troupe del regista Stefano Rolla che si trovava a Nassiriya per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione a da parte dei soldati italiani e si erano fermati lì per una sosta logistica. Morirono anche due componenti civili di una troupe che stavano lavorando a un film.
Ci furono anche una ventina di feriti, ma il bilancio sarebbe stato ancora peggiore se non ci fosse stato l’intervento eroico di Andrea Filippa, di guardia all’ingresso della base, che riuscì a fermare ed uccidere i due attentatori suicidi sul camion, che esplose sul cancello di entrata, evitando così una strage di più ampie proporzioni.
“Il 12 novembre 2003 Al Qaeda colpì la base italiana di #Nassiriya. L’attentato provocò 28 morti, 19 italiani e 9 iracheni. Per non dimenticare”. Così il segretario Nicola Zingaretti su Facebook.
