Se aumentano troppo i contagi si pensa ad anticipare le vacanze di Natale

"Per far fronte ad una situazione eccezionale servono strumenti eccezionali". A lanciare la proposta all’Adnkronos è Pino Turi, segretario generale di Uil Scuola

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2 Novembre 2020 - 13.29


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A mali estremi, estremi rimedi. La rapida diffusione del virus ed il conseguente aggravarsi dell’emergenza sanitaria vanno contrastati con misure eccezionali nell’ottica di garantire alle scuole di ogni ordine e grado il maggior numero possibile di ore di Didattica in presenza. “Si potrebbe fare un’operazione di slittamento delle vacanze di Natale, anticipandole. Intervenire dunque sul calendario scolastico, che andrebbe modificato. Per far fronte ad una situazione eccezionale servono strumenti eccezionali”. A lanciare la proposta all’Adnkronos è Pino Turi, segretario generale di Uil Scuola che rimarca: “E’ propaganda dire che in Francia le scuole sono aperte, perché nelle ultime due settimane sono state chiuse dall’infanzia alle secondarie superiori per le vacanze autunnali. Ogni Paese ha il suo modello, non così facilmente semplificabile ed equiparabile”. 

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“Io non me la prendo più con la ministra Azzolina – prosegue Turi – Ma a questo punto con il governo. C’è una colossale confusione perché manca il coordinamento fra i poteri dello Stato. I tavoli sulla sicurezza non sono mai partiti. E’ assoluta la mancanza di programmazione e visione. Qui viviamo di propaganda, come quella delle scuole in Francia, chiuse. Io dico: vuoi recuperare a Pasqua, a giugno. Ma fai un’operazione che abbia una idea”. 

Per Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, “anticipare le vacanze di Natale non è una possibilità che si può escludere in linea di principio, ma ho dubbi sulla sua realizzabilità da un punto di vista pratico – commenta all’Adnkronos – Comporterebbe un sacrificio enorme da parte delle famiglie, difficilmente ipotizzabile. Sarebbe come imporre alla società un ritmo di vita non usuale e mediamente non praticabile”. Rispetto alla possibilità di nuove riduzioni della didattica in presenza nelle scuole, Giannelli sottolinea: “Si pensa che la Dad sia il modo facile per risolvere i problemi ma bisogna essere consapevoli che l’uso della Didattica a distanza ha un costo sociale molto elevato. Il recupero è illusorio se a lacune si sommano altre lacune, perché la scuola comincia sempre a settembre”.

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“Sono gli altri sistemi che devono rimboccarsi le maniche per garantire il servizio – afferma il presidente dei Dirigenti scolastici – La scarsa tenuta è di trasporti da una parte e sanità dall’altra. Le scuole sono in grande difficoltà perché continuamente sono disposte quarantene a livello precauzionale. Il tracciamento dei contatti stretti viene fatto in modo approssimativo a danno della continuità didattica necessaria, perché il personale delle Asl è insufficiente. C’è stata una sottovalutazione del carico di lavoro che si sarebbe abbattuto sulle aziende sanitarie e questo – conclude – ha portato alla situazione attuale”.

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