Arcuri: "I ritardi sulle terapie intensive colpa delle regioni, non nostra"

Il commissario straordinario del governo all'emergenza Covid ammette: "Molti lavori sono partiti solo a ottobre, ma la responsabilità è delle regioni".

Il commissario straordinario del governo all'emergenza Covid, Domenico Arcuri

Il commissario straordinario del governo all'emergenza Covid, Domenico Arcuri

globalist 18 ottobre 2020

La polemica non si placa: "I ritardi sulle terapie intensive colpa delle regioni, non nostra". Così sul quotidiano "Domani" il commissario straordinario del governo all'emergenza Covid, Domenico Arcuri, che ammette: "molti lavori sono partiti solo a ottobre, ma la responsabilità è delle regioni".


"La procedura di massima urgenza in 21 lotti per lavori e servizi - prosegue Arcuri - è stata avviata il primo ottobre, le offerte si sono concluse il 12 ottobre: hanno partecipato oltre 500 imprese. Entro fine ottobre saranno aggiudicati gli accordi quadro e nella prima settimana di novembre sarà disponibile, infine, l'accordo quadro per le ambulanze. posti letto nelle terapie intensive, non appena le Regioni attiveranno gli altri 1660 ventilatori da tempo ricevuti dalla mia Struttura, saranno 8.288, ovvero il 95 per cento degli 8.679 previsti dal piano di implementazione degli ospedali Covid".


Arcuri spiega che "fino al 23 settembre si sono tenute le Conferenze Stato-Regioni nelle quali si è convenuto lo schema di attuazione, e la facoltà delle Regioni di chiedere la delega al Commissario entro il 30 settembre, 11 Regioni hanno richiesto e ottenuto la delega alla realizzazione dei lavori". Un ritardo, dunque, che, ripete il commissario straordinario, "è colpa delle Regioni".