I vigili del sindacato Ugl aderiscono alla Marcia fascio-negazionista: "Il Covid? Solo una brutta influenza"

Gli agenti iscritti al sindacato scenderanno sabato in piazza contro le norme Anti-Covid. Il coordinatore Milani: “Che senso ha coprirsi la faccia all’aperto quando uno sta per i fatti suoi?“

Vigili urbani di Roma Capitale
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8 Ottobre 2020 - 10.05


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Un paradosso incredibile: proprio coloro che dovrebbero assicurare il rispetto delle regole sono quelli che le regole non vogliono rispettarle. Parliamo dei vigili di Roma che aderiscono al sindacato Ugl che ha confermato il proprio appoggio alla Marcia della Liberazione di sabato, un coacervo di negazionismo, sovranismo e fascismo travestito. 
“Il Covid? Una brutta influenza. Non è mica l’Ebola o il vaiolo. Che senso ha coprirsi la faccia all’aperto quando uno sta per i fatti suoi?”, dicono i vigili di Roma, dando un pessimo esempio di dovere civico. 
Marco Milani, coordinatore romano dell’Ugl Polizia Locale esprime la sua opinione sulla questione: “Sinceramente è abbastanza difficile capire qual è lo scopo di multare un cittadino che se ne sta per i fatti suoi in mezzo alla strada, lontano da ogni forma di assembramento. Non significa che abdicheremo alle funzioni della divisa, però esprimiamo il nostro dissenso”. E ancora: “E’ pesante, anche moralmente, andare a fare un intervento di cui non si è convinti; questa è una cosa difficile da comprendere e difficile da far comprendere, andiamo a sanzionare persone che hanno perso il lavoro per una ‘provocazione’ della Regione”. 

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