Marogna sui bonifici di Becciu: "Mi stanno usando, sono al centro di uno scontro di potere"

La 39enne cagliaritana, soprannominata "dama del cardinale", è finita al centro di uno scandalo per aver ricevuto mezzo milione di euro dalla Segreteria di Stato vaticana.

Cecilia Marogna
Cecilia Marogna
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7 Ottobre 2020 - 07.28


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Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera Cecilia Marogna, la 39enne cagliaritana che sarebbe legata da un rapporto fiduciario al cardinale Angelo Becciu e che è finita al centro dello scandalo vaticano per aver ricevuto mezzo milione di euro dalla Segreteria di Stato vaticana: “A questo punto mi considero un pacco bomba. Inizialmente potevo essere funzionale per spostare l’attenzione dallo scandalo londinese. Da ‘benefit’ sono divenuta un boomerang, un oggetto di contesa per vicende esterne alle mura vaticane. I grossi interessi girano lì, i bonifici a me sono piccole cose nell’ambito di uno scontro di potere molto più ampio, che ha già visto cadere molte teste e che è solo iniziato, tra le fazioni che si oppongono a Papa Francesco”. 

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“Sì, rivendico il risultato di aver costruito una rete di relazioni in Africa e Medio Oriente per proteggere Nunziature e Missioni da rischi ambientali e da cellule terroristiche”, dice. “Ho aperto la società in Slovenia per motivi geopolitici: pensavo che la prossima polveriera sarebbe stata quella dei Balcani – aggiunge – E per incrementare rapporti con Paesi come Georgia, Ucraina, Serbia, Bosnia, Slovenia. La mia società Logsic è specializzata in operazioni umanitarie”.

“Siamo tre in organico, di cui uno situato in Gran Bretagna e l’altro in Africa, ma la società è intestata a me – prosegue – Mi sembra chiaro che non possiamo fare bonifici in Paesi che figurano nella black list, ma dovevo pagare delle persone in Africa, gestire delle crisi. Pertanto i fondi in Slovenia erano di garanzia per le operazioni in Africa”.
“Trattandosi di operazioni riservate – dice riferendosi ai 500mila euro che lei ha ammesso di aver preso – nei bilanci non figurano compensi e fatture, inoltre il Vaticano non ha una fiscalità vera e propria. E io stessa non potevo certo emettere fatture”. Alla domanda se potesse utilizzare i fondi anche in chiave personale, per scopi riservati Marogna chiarisce: “Sì, potevo farlo”. “Il cardinale Becciu dava l’input a monsignor Perlasca, che faceva i bonifici”, aggiunge.

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