Nel consiglio comunale di Milano la destra protesta per le indagini su regione Lombardia

I consiglieri sono entrati con le magliette per solidarizzare con il presidente Fontana al quale sono stati prelevati i dati nell'ambito del caso Diasorin-San Matteo

Fontana

Fontana

globalist 28 settembre 2020

Siamo arrivati alla protesta per via politica delle indagini in corso, invece di lasciare fare il loro mestiere agli avvocati, che hanno tutti gli strumenti per proporre ricorsi nel caso ci siano cose da obiettare.

Ma sulle (politicamente) discutibili azioni del presidente della Lombardia Fontana c’è chi vorrebbe la totale impunità, dimenticando che siamo in uno stato di diritto


Maglietta con una citazione presa direttamente dal primo canto del Purgatorio dantesco: 'Liberta' vo' cercando'. Inizia la seduta del Consiglio comunale meneghino con una scenica protesta del centrodestra, che entra in aula 'vestito' in solidarietà al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.


Per la precisione, la minoranza meneghina protesta per la copia dei dati dei cellulari ai non indagati nell'ambito del caso Diasorin-San Matteo, in particolar modo perché la misura investigativa ha riguardato lo stesso governatore lombardo.


"Credo che siamo ben oltre la Costituzione", tuona il consigliere di Forza Italia Luigi Amicone, secondo cui quella della copia dei cellulari “è un caso eclatante, ma- specifica- è evidente che lo stato di diritto in questo paese è seriamente minacciato".


Il consigliere azzurro chiede poi la sospensione dei lavori di una seduta impostata per discutere della manovra che prevede l'innalzamento dell'esenzione Irpef per i redditi sotto i 23.000 euro, richiesta negata. Si alzano i toni, con il capogruppo Fi in Consiglio, Fabrizio De Pasquale, che sottolinea come il centrodestra "non abbia mai speculato sulle vicende giudiziarie, neanche su quelle del sindaco", perché "noi non pensiamo che gli avversari si debbano annientare per via giudiziaria".


La maglietta è stata indossata dai gruppi di Forza Italia, da quello della Lega, da Matteo Forte di Milano Popolare, da Roberto Mascaretti, Simone Sollazzo ed Enrico Marcora del Gruppo Misto.