La questura di Cuneo sarà intitolata a Raimondo Usmiani, poliziotto e partigiano

La cerimonia il 23 settembre, soddisfatto il Siulp: "Indossando l'uniforme, ha combattuto e ''resistito'' per l'affermazione dei valori della nostra Costituzione, opponendosi al potere nazifascista

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19 Settembre 2020 - 17.17


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Una bella notizia:  “Il 23 settembre è una data che resterà impressa nella memoria della Città di Cuneo e dei suoi poliziotti. La cerimonia che intitolerà la Piazza ed il Palazzo ”questorile”, consegnerà alla memoria della storia la figura di un eroe della libertà e di una vittima del dovere. Siamo orgogliosi ed onorati di aver contribuito, almeno in fase propositiva a ”riesumare” dall’oblio nel quale era stato relegato un eroe della ”resistenza” come Raimondo Usmiani, il quale, pur indossando l’uniforme, ha combattuto e ”resistito” con coraggio e sprezzo del pericolo, per l’affermazione di tutti i valori fondanti della nostra Costituzione, opponendosi al potere nazifascista che, soprattutto negli anni successivi all’armistizio, ha diviso in due l’Italia e gli Italiani”.

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Così il Sindacato italiano dei lavoratori della Polizia di Stato di Cuneo (Siulp), commentando l’intitolazione della questura di Cuneo al poliziotto partigiano Raimondo Usmiani.

“L’adesione di Usmiani alla lotta partigiana -proseguono dal sindacato- anche continuando a fare il poliziotto, costituisce esempio e monito per tutti noi che siamo custodi della libertà e del diritto dei cittadini di vivere in un ambiente pacifico e sicuro, difendendo la democrazia e la Repubblica, contro ogni pericolo anche solo latente di derive autoritarie o fasciste. La coscienza civile di Raimondo Usmiani, istintiva e senza mediazione ideologica, lo condusse in effetti, anche disobbedendo, dalla parte della giustizia e dalla parte del popolo italiano, oppresso dalla protervia e dalla violenza nazi-fascista. Egli, perciò, è in qualche modo antesignano dell’evoluzione democratica e civile delle forze di polizia al servizio dei cittadini che la spinta costituzionale ha definitivamente sancito anche nel nostro nuovo Ordinamento, nato per volontà del Parlamento con l’approvazione della Legge nr. 121 del 1° aprile 1981”.

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 “Ringraziamo il Capo della Polizia Franco Gabrielli ed il Sindaco della Città di Cuneo Federico Borgna, per aver reso possibili queste intitolazioni, che riaffermano e consolidano il valore simbolico di una Polizia democratica e civile che, ripetiamo, tutela e difende i diritti dei cittadini. La loro contestuale ed autorevole presenza a questa cerimonia rinvigorisce in tutti noi il senso dello Stato e di appartenenza all’Istituzione della Polizia di Stato, rinsalda il legame tra le Istituzioni ed il territorio, tra la Polizia, nelle sue varie articolazioni e l’amministrazione comunale di una città Medaglia d’Oro della Resistenza”.

“In questa occasione solenne sentiamo anche il desiderio di stringerci con tutto il nostro affetto attorno alla famiglia Zucco, consapevoli che la perdita di Sergio è e rimarrà per loro, ma anche per noi poliziotti, una ferita che difficilmente potrà rimarginarsi ma con la consapevolezza che il sacrificio di chi muore compiendo il proprio dovere, oggi viene commemorato con tutti gli onori da tributare a coloro che sono caduti per difendere il valore più grande che una democrazia deve preservare e custodire: la libertà!”, concludono dal sindacato.

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