La fratellanza secondo Francesco: niente fondamentalismi né suprematismi

L’idea centrale nel ragionamento che Francesco porta avanti da tempo è quella di un’ “ecologia umana integrale”, cioè di un rapporto nuovo tra uomo e creato, ma anche tra uomo e uomo.

Papa Francesco e il Grande Imam di al-Azhar

Papa Francesco e il Grande Imam di al-Azhar

Riccardo Cristiano 1 settembre 2020

Da quando il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, ha fatto sapere che dovrebbe essere imminente la pubblicazione della terza enciclica di Papa Francesco, dedicata al tema della fratellanza, ci sono stati pronunciamenti vaticani così significativi da fra capire che quello in arrivo potrebbe essere un documento capace di spiegare perché dal Concilio Vaticano II i termini del confronto religioso sono radicalmente mutati.


Ma procediamo con ordine. Poche ore dopo che il vescovo di Rieti ha parlato di enciclica in arrivo, il segretario di stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha rilasciato un’intervista, tutta centrata proprio sull’idea di fratellanza.  Parolin durante il colloquio con un giornalista molto autorevole, quale l’ex vice direttore dell’Osservatore Romano, Carlo Di Cicco,  ha fatto ricorso alla parola africana “ubuntu”, cioè “benevolenza verso il prossimo” in lingua bantu, per affermare: “Io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo”. il discorso della fratellanza divide credenti e non credenti? Certo, essere fratelli presuppone essere accomunati da un padre comune, ma fraternità è parola chiave anche per la rivoluzione francese, che proclamò i diritti umani al cospetto dell’Essere Supremo.


Dunque quello della fratellanza umana è un valore comune a credenti e non credenti. E così possiamo procedere nella lettura delle parole del segretario di stato vaticano, discorso che si fa globale o internazionale: “Quando dominava la logica della dissuasione nucleare, San Giovanni XXIII nella Pacem in Terris sottolineò l’interdipendenza tra le comunità politiche: nessuna comunità politica oggi è in grado di perseguire i suoi interessi e di svilupparsi chiudendosi in se stessa.” E Papa Francesco nell’Enciclica Laudato sì’ sottolinea: “L’interdipendenza ci obbliga a pensare a un solo mondo, a un progetto comune.” Il testo prosegue citando la Sollecitudo rei socialis di Giovanni Paolo II e il suo richiamo all’interdipendenza, rafforzando l’evidenza che il riferimento alla Pacem in Terris e all’interdipendenza costituisce una bussola. Parolin infatti afferma: “anziché favorire la cooperazione per il bene comune universale, vediamo sempre più ergersi muri intorno a noi, esaltare frontiere come garanzie di sicurezza e praticare sistematiche violazioni del diritto, mantenendo una situazione di conflitto globale permanente.”


Il Segretario di Stato Vaticano fa poi esplicito riferimento all’economia e all’imminente incontro The Economy of Francesco: “oggi è quanto mai urgente una creatività coraggiosa, perché la crisi drammatica della pandemia non si risolva in una terribile tragedia, ma apra spazi per la conversione umana ed ecologica di cui lumanità ha bisogno. Nel Messaggio Economy of Francesco per lincontro di Assisi il Papa chiama a raccolta giovani economisti e imprenditori, per “fare un patto” per cambiare lattuale economia e dare unanima alleconomia di domani”.


Alle parole del suo più stretto collaboratore si aggiungono ora quelle di Francesco, che ha inaugurato ieri sera il  Giubileo della Terra per la cura del creato affermando: “ È tempo di riparare larmonia originaria della creazione”, restituire alla Terra il riposo che le spetta”, cancellare il debito pubblico dei Paesi più fragili” piegati dalla pandemia. Il testo di Francesco prosegue così: “Rinnovo il mio appello a cancellare il debito dei Paesi più fragili alla luce dei gravi impatti delle crisi sanitarie, sociali ed economiche che devono affrontare a seguito del Covid-19.” E ricorda:Non dovremmo dimenticare la storia di sfruttamento del Sud del pianeta - prosegue - che ha provocato un enorme debito ecologico, dovuto principalmente al depredamento delle risorse e alluso eccessivo dello spazio ambientale comune per lo smaltimento dei rifiuti”. ”È il tempo di una giustizia riparativa”, aggiunge il Pontefice. Bergoglio invita a trovare stili equi e sostenibili di vita, che restituiscano alla Terra il riposo che le spetta, vie di sostentamento sufficienti per tutti, senza distruggere gli ecosistemi che ci mantengono”. Per il Papa, lattuale pandemia ci ha portati in qualche modo a riscoprire stili di vita più semplici e sostenibili. La crisi, in un certo senso, ci ha dato la possibilità di sviluppare nuovi modi di vivere.”


Il discorso come si vede ruota tutto attorno alla fratellanza. L’idea centrale nel ragionamento che Francesco porta avanti da tempo è quella di un’ “ecologia umana integrale”, cioè di un rapporto profondamente nuovo tra uomo e creato, ma anche tra uomo e uomo. Lontano mille miglia da coloro che credono che l’uomo sia stato creato non per preservare ma per dominare, Francesco ritiene che la fraternità si basi sulla vera accettazione dell’altro, cioè su un pluralismo che presuppone ambienti diversi e quindi culture diverse. Culture urbane e culture del deserto, culture montane e culture del fiume, sono tutte culture che preservando gli ecosistemi preservano se stesse e le altre. Questa visione di fraternità, profondamente legata alla visione di Francesco d’Assisi, oltre a non poter prescindere dall’altro, non può piegarsi a omologazioni, valorizzando come è noto tutte le periferie, cuore pulsante dell’ecclesiologia di Bergoglio.


Dunque la fratellanza non impone, non omologa, ma unisce, nel rispetto delle rispettive identità e culture.


Nel documento sulla fratellanza umana firmato ad Abu Dhabi nel 2019 con l’imam al Tayyeb, massima autorità dell’Islam sunnita, e davanti a rappresentanti di tutte le grandi religioni del mondo, è detto testualmente: “La libertà è un diritto di ogni persona: ciascuno gode della libertà di credo, di pensiero, di espressione e di azione. Il pluralismo e le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani. Questa Sapienza divina è lorigine da cui deriva il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi. Per questo si condanna il fatto di costringere la gente ad aderire a una certa religione o a una certa cultura, come pure di imporre uno stile di civiltà che gli altri non accettano.” L’importanza epocale di questo paragrafo, che porta a compimento quanto affermato nella dichiarazione conciliare Nostra Aetate del Concilio Vaticano II dove si afferma che “ La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini”, sta nell’individuare e respingere l’idea che accomuna tutti i fondamentalisti, per i quali fuori dalla loro verità esistono false credenze e quindi una falsa umanità. Con la fratellanza invece prende forma il progetto pluralista di Dio, quello che ha voluto diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua. Dunque la fratellanza sembra sfidare  tutti gli opposti fondamentalismi e con loro i loro opposti suprematismi.