Il sindaco (leghista) di Codogno: "I negazionisti del coronavirus mi fanno venire l'ulcera"

Francesco Passerini evita però di attaccare Salvini che ora guida il campo No-Mask: "A quelli che dicono cil virus non è esistito: vengano a vedere il nostro cimitero, magari capiscono qualcosa".

Il sindaco di Codogno Francesco Passerini

Il sindaco di Codogno Francesco Passerini

globalist 29 luglio 2020

Lui è della Lega e se la dovrebbe prendere soprattutto con il suo capo che rifiuta la mascherina e sta tuonando contro i vecchi lockdown (che aveva invocato a targhe alterne) e misure come il distanziamento sociale e le mascherine dicendo che gli italiani hanno voglia di vivere e di amare.


E lui che dice? "Mi fanno venire l'ulcera i negazionisti del coronavirus, come i deputati che si sono astenuti sulla Giornata nazionale in memoria delle vittime, sostenendo che il virus non è esistito. Vengano a vedere il nostro cimitero, magari capiscono qualcosa".


Queste le parole di Francesco Passerini, sindaco di Codogno, la città lodigiana primo focolaio italiano.
Il primo cittadino desidera che non si dimentichi il prezzo di vite pagato dalla sua Codogno, ma è convinto che "ora non si possa più parlare di stato di emergenza".


"La situazione è cambiata, è cambiata la gestione della patologia, si fanno molti più tamponi. Bisogna avere attenzione senza psicosi", spiega.


"Il coronvirus non è stata un'invenzione mediatica", chiarisce comunque il sindaco leghista, e "dal 21 febbraio al 18 maggio sono morte 224 persone, rispetto a une media di 80-90 negli anni passati in quel periodo". Passerini preferisce non entrare nelle polemiche politiche seguite al convegno dei giorni scorsi con il leader del suo partito, Matteo Salvini, e con il tenore Andrea Bocelli.


"Salvini non aveva la mascherina? Non so se è stata una provocazione, non so quante persone c'erano al convegno né ho sentito cosa è stato detto", dice Passerini, che al Messaggero specifica "Noi, ovviamente le mascherine le usiamo, eccome. Ricordo che siamo stati uno dei comuni ad essere dichiarato zona rossa. Abbiamo visto sul campo e sulla nostra pelle la pericolosità del virus, e la protezione sanitaria è utile e necessaria".


Da quel 21 febbraio, quando è iniziato lo tsunami del Covid-19, continua Passerini, "noi abbiamo sempre mantenuto la barra dritta: mascherine, disinfezione delle mani e distanziamento. Ora nel nostro territorio le terapie intensive sono vuote, da quasi due mesi non abbiamo un positivo in città e inizieremo lo screening sierologico a tappeto con almeno un test per famiglia".


Così a Codogno si "guarda avanti vedendo sempre più luminosa la luce in fondo al tunnel" e si sta cercando di organizzare il primo evento in piazza, un concerto jazz per l'8 agosto: "Puntiamo ad avere mille persone sedute, il massimo. Ovviamente - conclude il sindaco - tutte con la mascherina: da ordinanza regionale non sarebbe un optional".