Tra movida e litorali pieni si va a vietare il corteo per i 40 anni della strage di Bologna

Il corteo quest’anno non ci sarà, per la prima volta in otto lustri, mentre ci saranno o ci sono già state altre manifestazioni e ogni sera si celebra il rito della birretta in piedi

Corteo per la strage di Bologna

Corteo per la strage di Bologna

globalist 25 luglio 2020

di Gigi Marcucci*

Credo che sia stato un errore non autorizzare il corteo del 2 agosto ma dubito fortemente che esista un disegno deliberato e lucido di smobilitare e scoraggiare progressivamente la manifestazione e la richiesta di trasparenza che ogni anno porta Bologna in piazza quando mezza Italia è già in spiaggia.
Chi ha affrontato anni di inganni e depistaggi, seguito disciplinatamente ogni fase processuale e si è cimentato civilmente per sollecitare la memoria propria e altrui, ha le carte assolutamente in regola per sfilare nell’assoluto rispetto delle regole anti-Covid. Chi responsabilmente chiede verità e giustizia, altrettanto responsabilmente sa prendersi cura della propria e dell’altrui salute. Impegno collettivo e solidarietà, come Bologna ha dimostrato anche il 2 agosto 1980, sono la premessa per affrontare l’ emergenza, che essa si presenti sotto forma di bombe o di virus. Far sapere che quarant’anni non sono passati invano, che l’attenzione non si è allentata, valutare insieme gli ultimi – a mio parere importantissimi – sviluppi investigativi sembrerebbe quasi un passaggio obbligato da compiere contro distrazione, pigrizia mentale, negligenze, eventuali coperture o connivenze.
Eppure il corteo quest’anno non ci sarà, per la prima volta in otto lustri, mentre ci saranno o ci sono già state altre manifestazioni e ogni sera si celebra il rito della birretta in piedi, possibilmente a distanza ravvicinata e, naturalmente, senza mascherina e i litorali si riempiono di bagnanti e mojito. Se si esclude – come a me sembra giusto - una congiura contro la manifestazione, rimane solo un’ipotesi,assai meno rassicurante di un cinico piano, comunque elaborato nell’ombra e da pochi : che l’attenzione politico-istituzionale si sia gradualmente allentata; che i palazzi, complici anche gli effetti economici della pandemia , siano diventati più sensibili a rivendicazioni di categoria che alla richiesta di stabilire il torto e la ragione in una vicenda che non è ancora finita. Le ipotesi, per definizione, possono anche essere smentite. Spero che questo avvenga, magari entro il prossimo 2 agosto.      

Giornalista de l'Unità*