Il sindaco di Lampedusa: "Salvini mentitore seriale, quando era ministro gli sbarchi c'erano eccome"

Totò Martello, che Salvini ha definito un 'poveretto': "Non frequento lidi balneari alla moda in giro per l’Italia, sono un pescatore e sono orgoglioso di esserlo"

Totò Martello
Totò Martello
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25 Luglio 2020 - 09.06


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Alla provocazione di Matteo Salvini che lo ha definito ‘un poveretto’, il sindaco di Lampedusa Totò Martello ha risposto: “L’onorevole Salvini continua a comportarsi da mentitore seriale, sostenendo che quando lui era ministro ‘non c’erano più sbarchi’: nulla di più falso. Quando Salvini era ministro gli sbarchi a Lampedusa sono sempre proseguiti, basterebbe leggere i report del Ministero degli Interni per verificare quello che sto affermando”. 
“Se Salvini fosse venuto a Lampedusa in quel periodo – aggiunge – quando da sindaco ho più volte chiesto una interlocuzione istituzionale con il Ministero che allora guidava, senza mai avere risposta, avrebbe visto con i suoi occhi le imbarcazioni dei migranti entrare in porto. Forse allora non è venuto a Lampedusa proprio per questo motivo, per non dovere ammettere la realtà e continuare a negare l’evidenza. E venuto adesso per pura propaganda politica, comportandosi come un pericoloso ‘giullare di piazza’ che fomenta odio e rabbia”.
“Quanto alle sue dichiarazioni nelle quali mi definisce un ‘poveretto’ – conclude Martello – ebbene sì, forse lo sono: mio padre era pescatore, mi ha insegnato ad andare per mare quando ero ancora un ragazzino. Non frequento lidi balneari alla moda in giro per l’Italia, non mi sono arricchito con la politica e vivo ogni giorno insieme ai miei concittadini, nella mia Lampedusa. Sono un pescatore e sono orgoglioso di esserlo. Lui invece si fa chiamare ‘capitano’, ma capitano di cosa?”.

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