Notte Rosa sì, corteo del Due Agosto a Bologna no: un paradosso

Bene che le ragioni dell'industria delle vacanze siano state salvaguardate. Peccato che le ragioni della memoria siano state interrotte nell'anno che vede la giustizia avvicinarsi anche ai mandanti della strage.

Strage di Bologna

Strage di Bologna

globalist 22 luglio 2020

di Onide Donati*

Sono un po' riminese (per residenza) e un po' bolognese (per vita professionale). Sarà per queste mie origini che durante i tre mesi di lockdown spesso mi sono domandato: ci sarà la Notte Rosa quest'estate? Ci sarà il corteo del Due Agosto? Sì, ci sarà la Notte Rosa; no, non ci sarà il corteo del Due Agosto.
Non sono situazioni confrontabili e, mi rendo conto, l'accostamento tra la festa di oggi e la tragedia di quarant'anni fa risulta sgradevole. E tuttavia esiste il minimo comune denominatore dell'assembramento che stride con la realtà.
Vedo tutti i rischi di una enorme e prolungata manifestazione estiva; non avrei visto rischi significativi a mantenere le caratteristiche storiche della breve manifestazione per la strage alla stazione. Da una parte ci sarà una folla imprevedibile difficilmente riconducibile alle regole, dall'altra ci sarebbe stata una folla composta e disciplinata come sempre.


È un paradosso logico. Ed è anche un segno dei tempi, temo.
Mi viene in mente il grande lavoro a l'Unità di Bologna (dove sono stato dal 1984 al 2011) per “il giornale del Due Agosto”: pagine di memoria e di storia, ma anche pagine per capire il passato e soprattutto il presente per collocarlo in una nuova prospettiva civile e democratica.
Bene che le ragioni, sacrosante, dell'industria delle vacanze siano state salvaguardate nell'anno del lockdown. Peccato che le ragioni, sacrosante, della memoria siano state interrotte proprio nell'anno che vede la giustizia avvicinarsi anche ai mandanti della strage.

*giornalista de l'Unità