Carabinieri arrestati per spaccio, l'ossessione di Salvini: "Che non sia una scusa per disarmare le forze dell'ordine"

Salvini: "Chi sbaglia in divisa paga più degli altri, ma nessuno osi infangare le Forze dell’Ordine. Lega aveva introdotto Taser. Non vorrei che ci fosse un pregiudizio per disarmare donne e uomini in divisa"

Salvini
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22 Luglio 2020 - 16.08


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Luglio 2020 è uno dei mesi più difficili per Matteo Salvini: non solo la scena gli è stata definitivamente rubata da Conte che ha riportato un successo in Europa con il Recovery Fund, non solo il Senato ha annunciato che il 30 luglio voterà per il processo su Open Arms: ora anche i suoi amati carabinieri, le sue forze dell’ordine, il suo cavallo di battaglia preferito, ora anche loro a Piacenza sono stati arrestati per spaccio e tortura. E ritorna, per Salvini, il fantasma di Stefano Cucchi, lo stesso che per lui era la dimostrazione che ‘la droga fa male’ e non della violenza della polizia. 
Ma Salvini non è disposto ad arretrare di un passo. E pur di non condannare le forze dell’ordine, il suo tweet dovuto sulla vicenda è una difesa in extremis: “Chi sbaglia in divisa paga più degli altri, ma nessuno osi infangare le Forze dell’Ordine. Lega aveva introdotto Taser. Circolare del Viminale ha bloccato utilizzo dei dispositivi. Non vorrei che ci fosse un pregiudizio per disarmare donne e uomini in divisa”. 
Insomma, davanti ai reati di spaccio e tortura, la preoccupazione principale di Salvini è che non si tolga il taser alle forze dell’ordine. 

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