Alle 10 e 25 del 2 agosto 1980 il tempo si è fermato e non è più ripartito

Ogni anno i bolognesi si ritrovano in stazione perché lì c’è un pezzo della loro anima. Ogni anno si uniscono in corteo, tutti insieme. Insieme. Ogni anno. Ogni anno. 

Strage alla stazione di Bologna. I feriti soccorsi con l'autobus 37

Strage alla stazione di Bologna. I feriti soccorsi con l'autobus 37

globalist 2 agosto 2021

di Simona Cantelmi*

 

Il 2 agosto 1980 non ero ancora nata. Ma è come se avessi visto tutto con i miei occhi.

Macerie, e polvere, tanta polvere, che entra nelle narici delle persone accorse in stazione per fornire i primi soccorsi. Medici, infermieri, persone comuni, vigili del fuoco, carabinieri, tassisti, gli stessi uomini scampati alla tragedia, tutti a respirare l’odore della strage. E i soccorritori sono davvero tanti, perché i bolognesi – si sa – si danno da fare, con grande altruismo e concretezza.

Operose formiche, al lavoro tra le rovine, ed ognuna di quelle formiche è preziosa. Non si rendono ancora conto esattamente di cosa sia capitato, ma quasi non ci pensano, continuano a lavorare, per ore, instancabilmente. E poi fa un caldo tremendo, quella maledetta polvere si appiccica alla pelle sudata, oltre che a penetrare nei polmoni, nell’anima, e da lì non se ne andrà più via.

I primi ricoveri dei feriti all’Ospedale Maggiore avvengono dopo solo un quarto d’ora, dicono al telegiornale, a dimostrazione che la macchina dei soccorsi è davvero efficiente. Le braccia dei bolognesi sono forti, mentre i loro occhi scattano immagini che rimarranno scolpite nella loro memoria per sempre. Le lacrime cercano di affacciarsi sulle loro palpebre, ma le ricacciano indietro, non è il momento di piangere. Non ancora. Bisogna muoversi! Ogni minuto, ogni secondo può salvare una vita. Per questo sono orgogliosa di essere bolognese e amo i miei concittadini, perché sono mani e cuore.

Alle 10 e 25 del 2 agosto 1980 il tempo si è fermato e non è più ripartito. È come se quella linea temporale si sia interrotta e ne sia iniziata un’altra, un nuovo corso. E ogni anno i bolognesi si ritrovano in stazione perché lì c’è un pezzo della loro anima. Ogni anno si uniscono in corteo, tutti insieme. Insieme. Ogni anno. Ogni anno. 

 

*ufficio stampa e scrittrice