Zaia mette le mani avanti: "Se riparte il contagio è anche colpa del governo"

Il presidente del Veneto, Luca Zaia: "Dopo l'ultimo decreto chi scappa dalla quarantena non commette più un reato. Visto che non siamo tutti disciplinati come giapponesi..."

Luca Zaia

Luca Zaia

globalist 5 luglio 2020

Diciamo la verità: è stato un furbacchione. Ha usato Crisanti e poi lo ha accantonato quando ha cominciato a fargli ombra. E’ passato allegramente dal chiudiamo tutto all’apriamo tutto andata e ritorno; è stato tra i più accesi contestatori del Veneto dichiarato zona arancione dal governo e dopo pochi giorni era tra i più accaniti difensori della zona rossa, arrivando a ordinanze che erano perfino più limitative.

E poi di nuovo a corsa a riaprire.


"Dopo l'ultimo decreto chi scappa dalla quarantena non commette più un reato. Visto che non siamo tutti disciplinati come giapponesi e che aleggia sul Covid una certa aria complottista e negazionista, chiedo che il Governo si dia una mossa. Delle due, l'una: o l'isolamento fiduciario è una passeggiata o siamo seri e allora bisogna fare delle scelte forti".


Lo ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia, a La Stampa.


Conte ha sbagliato? "Sì ma è un errore facilmente rimediabile" ed inoltre, sottolinea, bisogna anche "chiarire le regole per chi rientra dall'estero. Chi si sposta per lavoro non può restare nell'incertezza".


Zaia conclude: "Un decreto si può fare alla velocità della luce. Visto però che stiamo ancora aspettando quello che fissa la data delle elezioni regionali, direi che la luce del Governo viaggia molto lentamente...".


Tutto vero. Ma stabilire che il 100% dei posti a sedere compresa la quota di posti in piedi sui mezzi di trasporto veneti può essere consentita in quale categoria la inseriamo?