L’unica montatura è far credere che Berlusconi fu vittima della Cassazione

Troppi sono i punti oscuri su questa storia, a cominciare dal fatto che non si tratta di intercettazioni: Amedeo Franco incontrò Berlusconi di persona

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30 Giugno 2020 - 20.45


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Prima la notizia come è stata veicolata nella giornata di oggi. “Una sentenza guidata dall’alto, una porcheria, una situazione vergognosa”. Queste le parole che il giudice Franco Amedeo, scomparso nel maggio 2019, ha rivolto a Berlusconi ben 7 anni fa riguardo la sentenza Mediaset che sancì la condanna di Silvio Berlusconi e la conseguente espulsione dal Senato.

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Le intercettazioni sono state rivelate ieri dalla trasmissione Quarta Repubblica, scatenando l’ira di Forza Italia, e sono state inserite in un supplemento di ricorso alla Corte europea contro la sentenza della Cassazione, presentato giorni fa dagli avvocati di Berlusconi.

Franco, che parla proprio con Berlusconi, afferma: “Il presidente lo sa benissimo”. “Cosa sa?”, chiede Berlusconi. “Sa benissimo che è stata una porcheria. Quando mi hanno coinvolto in questa faccenda dissi che se avessi saputo mi sarei dato malato, non avrei voluto essere coinvolto”. O ancora: “Fanno finta che non sia successo niente, Berlusconi deve essere condannato a priori perché è un mascalzone… Questa è la realtà. C’è stata una situazione vergognosa. A mio parere è stato trattato ingiustamente e ha subito una grave ingiustizia. Abbiamo avuto il sospetto diverse persone, non solo io ma colleghi che sono politicamente suoi avversari e che però sono persone corrette, hanno avuto l’impressione che tutta questa vicenda sia stata guidata dall’alto”.
Un vero e proprio scoop, se non fosse che la storia presenta molti punti oscuri. Innanzitutto, questa non è un intercettazione come ce la siamo immaginata: il giudice, che era in pensione, era andato ad incontrare Berlusconi e la conversazione stava avvenendo vis a vis: non è chiaro quindi se si tratti di una intercettazione ambientale fatta da qualche procura o una registrazione fatta da ambienti berlusconiani.
Bisognerebbe chiarirlo: si trattava di una intercettazione fatta dall’autorità giudiziaria. E nel caso da quale?
Oppure Berlusconi o chi per lui ha segretamente registrato le parole del magistrato? Non è questione di poco conto.
Resta peraltro da chiarire a quale titolo un giudice vada a parlare con Berlusconi per raccontargli questo retroscena dopo la condanna.
Perché è andato?
Giudice che, peraltro, come risulta dagli atti non si dissociò dalla decisione della Cassazione: quando un giudice non è d’accordo con una sentenza può farlo mettere a verbale. Franco non lo fece. Perché allora andò da Berlusconi a dire che era tutto pilotato?
Pilotato, peraltro, da chi?
Un giudice che è parte integrante del collegio sa chi ha pilotato, se qualcuno ha pilotato. Nomi e cognomi. Altrimenti è troppo facile fare accuse generiche.
E infatti la domanda è un’altra: se Franco non sapeva di essere registrato, se si era recato di persona da Berlusconi probabilmente proprio per evitare possibili intercettazioni, perché non ha fatto nomi e cognomi?
E infine, perché queste registrazioni sono state tirate fuori dopo tutti questi anni? Sarà forse un caso che siano state rivelate proprio quando i giudici di Berlusconi hanno presentato ricorso. 
Sarà un caso che siano state tirate fuori in un momento di difficoltà della magistratura per alimentare la falsa tesi del ‘golpe’?
Appare insomma tutto come una montatura priva di consistenza, che mette Berlusconi dalla parte della vittima incastrata dalla magistratura e che fa gridare alla destra compatta (e ad altri che di destra non sono ma sono invischiati in inchieste) che siamo di fronte ad un golpe giudiziario,  ai magistrati politicizzati e così via.
Solo chi non ha memoria storia e chi non conosce gli atti di decine di processo e ha dimenticato le leggi ad personam e tante altri ammennicoli può credere che Berlusconi sia una mammola e vittima dei cattivoni.
Per cui, al momento, l’unica macchinazione non è contro Berlusconi ma è quella di farlo passare per una innocente vittima di un golpe giudiziario.
Il partito di “Ruby è la nipote di Mubarak” non demorde.

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