I messaggi di Mario Bressi alla moglie prima di uccidere i figli: "Hai rovinato una famiglia"

L’ultimo dei messaggi, da quanto emerge dalle indagini, sarebbe in realtà una lunga lettera in cui l’uomo, 45 anni lancia pesanti accuse alla moglie ritenendola colpevole di aver rovinato la loro famiglia.

Mario Bressi
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28 Giugno 2020 - 14.44


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Sono tre i messaggi WhatsApp che Mario Bressi, l’uomo che ha ucciso i suoi due figli gemelli di 12 anni nella loro casa di villeggiatura in Valsassina e poi si è tolto la vita, ha inviato tra le 2 e le 3 di ieri alla moglie, Daniela Fumagalli. L’ultimo dei messaggi, da quanto emerge dalle indagini, sarebbe in realtà una lunga lettera in cui l’uomo, 45 anni lancia pesanti accuse alla moglie ritenendola colpevole di aver rovinato la loro famiglia.

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Increduli gli amici: da una persona come lui non potevano aspettarsi un gesto del genere. “Mario? Uno cresciuto tra l’oratorio e la compagnia in gelateria. Mai una parola fuori posto. Niente”. “Un gesto così non è né giustificabile né perdonabile, ma Mario lo conoscevo da anni, ed è sempre stato una bravissima persona – è il post su Instagram di ele_angel -. Nessuno sapeva quello che stava passando, ma non ha mai dato segni di cedimento”. “Eri una persona solare e divertente ma non giustifica il gesto orrendo che hai compiuto – è il commento di Monica Lionetti -. Perché arrivare a togliere e togliersi la vita, a tutto c’é una soluzione”.

Le lettere degli amici dei bimbi: “Sempre nel cuore” – “Dopo la quarantena abbiamo perso un po’ il legame ed ecco che oggi 27 giugno abbiamo perso i legami del tutto…”. Una verità amara, scritta a pennarello nero su un foglio a quadretti e la calligrafia da bambina, in una delle lettere che alcuni amichetti hanno lasciato appese all’ingresso della palazzina a Gessate (Milano), dove dal 2003 vive la famiglia di Elena e Diego, i due 12enni uccisi dal padre in Valsassina.

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“Il primo giorno che vi ho visti insieme ho pensato: non potremmo mai essere amici… ma poi abbiamo iniziato a legare ed ero molto felice”, è scritto ancora nella lettera. Di Elena “ricordo quando mi dicevi di farti le trecce prima di andare in palestra. Vi voglio molto bene, non potete immaginare quanto”.

Appesi al cancello della villetta, anche alcuni palloncini e un mazzo di fiori.
Un’altra lettera, battuta al computer e con un grande cuore rosso racconta i momenti quotidiani dei 12enni con gli amici: “Vi ricordate quando facevamo i compiti insieme che ogni volta voi urlavate e io morivo dal ridere? Vi adoro siete i migliori amici di sempre”, scrive una di loro ricordando Elena come “un’amica molto speciale” e Diego come “il mio migliore amico maschio, non me lo perdonerò mai che non ci sei più. Resterete sempre nel mio cuore”.

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