L'estrema destra nemica dell'ambiente, della scienza e dell'umanità

Tra negazionismo, complottismo e avvallo di pericolosi comportamenti fascisti, la destra sta giocando in modo pericoloso con la sopravvivenza del genere umano

Bolsonaro e Trump

Bolsonaro e Trump

Giuseppe Cassarà 24 giugno 2020

Facciamo un rapido riassunto: quali sono i Paesi più colpiti dalla pandemia di Coronavirus, in termini di contagi e di morti?


Al primo posto, gli Stati Uniti. Al secondo, il Brasile. Al terzo, il Regno Unito. Ora guardiamo chi è al Governo in questi tre Paesi: Donald Trump, Jair Bolsonaro e Boris Johnson. I tre campioni del sovranismo occidentale. Tre capi di Stato che hanno clamorosamente fallito la loro missione, con un numero di morti che continua a crescere e un’incompetenza diffusa che condanna i cittadini a una catastrofe che non ha precedenti nella storia moderna.


Un solo paese può essere un caso. Ma tre paesi, economicamente solidi come questi, precipitati nell’inferno del Coronavirus, sono segno di qualcosa in più: possiamo azzardare l’ipotesi che il populismo di estrema destra sia, se non la causa principale, certamente una componente essenziale di questo fallimento epocale.


Questo perché la destra sovranista si appiglia a un unico obiettivo, cercare il consenso. Mentre tutti i paesi del mondo, superato un iniziale scetticismo nei confronti del virus, sono corsi ai ripari, questi tre perdevano tempo, negavano la gravità della situazione e ridicolizzavano gli sforzi degli altri paesi, Italia compresa: Bolsonaro per esempio sosteneva che in Italia si moriva molto perché siamo un popolo di vecchi, mentre nell’Inghilterra di Boris Johnson nelle trasmissioni radio si diceva che per gli italiani il lockdown fosse un’occasione in più per non lavorare.


Perché? Perché negare o modificare la realtà quando questa non piace è una tecnica tipica dei populismi. Lo stiamo vedendo adesso in Italia: il nostro Paese è stato il primo in Occidente ad essere investito dal virus e in un primo momento abbiamo reagito con comportamenti che avremmo visto replicati in tutti il mondo, come gli applausi ai balconi, la quarantena diffusa, le mascherine obbligatorie. Nessuno a marzo si sarebbe sognato di dire o di pensare che il Coronavirus fosse un’esagerazione. Oggi Giorgia Meloni sostiene che l’app Immuni è un traffico di dati sensibili, Matteo Salvini a mascherina abbassata bacia persone anziane, ci sono autisti aggrediti sugli autobus perché ricordano alle persone che devono indossare la mascherina e le misure di sicurezza sono in gran parte ignorate. Gli italiani, in poche parole, si sono rotti le scatole. E la destra populista ne sta approfittando.


Si tratta di un gioco pericoloso, ma la destra è abituata a giocare col fuoco: stiamo parlando degli stessi che da anni negano il cambiamento climatico, ma oggi si sono registrati 45 gradi in Alaska, mentre ieri, al circolo polare artico, la temperatura ha toccato i 38 gradi, la più alta mai vista.


La destra è la stessa che insiste sulla condanna delle proteste contro il razzismo, accusando i manifestanti di vandalismo, ma mentre ci si straccia le vesti per i monumenti i braccianti italiani sono schiavizzati con turni massacranti e paghe da miseria, la legge contro l’omofobia viene ostacolata in Parlamento e le donne, in Umbria, sono costrette a un ricovero di tre giorni per usufruire del diritto all’aborto. Mentre si pensa ad arrestare chi protesta contro le disuguaglianze, si lasciano a piede libero poliziotti violenti e fascisti conclamati.


Non stiamo più parlando di destra o di sinistra, di maggioranza o di opposizione: parliamo di salute, di giustizia sociale, di diritti umani. Valori che in una democrazia dovrebbero essere scontati, al di là della fede politica. È lecito pensare quindi che sia proprio la formula democratica quella che la destra estremista vorrebbe vedere distrutta. Il livore che mostrano verso chi punta il dito contro evidenti ingiustizie è sintomo del fatto che qualcosa, nel loro piano eversivo per abbattere le libertà civili, è andato storto. La pandemia di Coronavirus ha bloccato momentaneamente i loro piani, come dimostra il crollo verticale del consenso di cui godeva Matteo Salvini fino a tre mesi fa. Ma ora, la pigrizia mentale degli italiani si può rivelare un asso della manica per questi pericolosi nemici della scienza, dell’umanità e dell’ambiente. C’è da chiedersi fino a che punto sono disposti a mettere in pericolo il popolo che dicono di amare così tanto pur di guadagnare un briciolo di potere.