Il consigliere della Calabria: "Il fascismo non era razzista ma portò la civiltà in Africa...".

Le imbarazzanti e ignoranti affermazioni di Domenico Tallini, presidente del Consiglio regionale della Calabria e considerato impresentabile dall'Antimafia. Falsi storici intrisi di razzismo e di nostalgie fasciste

Domenico Tallini presidente del Consiglio regionale della Calabria
Domenico Tallini presidente del Consiglio regionale della Calabria
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21 Giugno 2020 - 09.13


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Un ignorante. Dispensatore di ignoranza e che, dalle parole, si comprende bene quanto sia un nostalgico del fascismo e sia rimasto profondamente razzista, sul modello di quelli che dicevano che il colonialismo portava la civiltà tra i selvaggi.

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A parlare non è un passante ma Domenico Tallini: il presidente del Consiglio regionale della Calabria, esponente di Forza Italia e considerato impresentabile dalla commissione Antimafia per essere stato rinviato a giudizio per corruzione.

In un video diventato virale Tallini inanella una serie di falsi storici conditi dal razzismo del ‘bianco’ che considera gli africani esseri inferiori che dovrebbero ringraziare di essere stati invasi e sottomessi dalle potenze imperialiste e coloniali.

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Il tutto nella triste esibizione del nuovo razzismo contro i migranti che dovremmo aiutare a casa loro come fece il fascismo.

E che ha detto Tallini in un italiano un po’ traballante? 

Il fascismo non era razzista, il fascismo è stato accusato in maniera volgare di essere andato in Africa e di aver civilizzato i paesi africani, più o meno la teoria che vorrebbero tanti oggi invece di consentire questa immigrazione e utilizzare questa carne da macello che arriva dai paesi del Nordafrica, andare a dare loro una mano nei loro paesi, questo avveniva in un momento in cui gli italiani andarono in Africa, portarono la civiltà in Africa, tant’è che forse voi dimenticate… lo so che… insomma… sono cose che non mi meraviglia se io ti dico che il nostro concetto di civiltà è questo… l’ultimo Negus d’Abissinia nell’ultima visita fatta a Roma e passando tra le strade di Roma salutava la gente con il saluto romano… ringraziando il popolo italiano per come si era posto nei confronti di quelle popolazioni“.
Domenico Tallini dimentica le stragi fasciste in Etiopia, l’uso dei gas sulla popolazione civile e i crimini del generale Graziani.

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