Montanelli, a Milano presidio delle femministe: "Stupro e la pedofilia non sono errori"

Il collettivo "Nonunadimeno" di Milano, ha dato appuntamento nell'ambito della mobilitazione sulla vicenda della sposa bambina comprata in Africa da Montanelli quando era nelle truppe coloniali.

La statua di Indro Montanelli

La statua di Indro Montanelli

globalist 15 giugno 2020
Se imbrattare le statue può essere sbagliato, di certo comprare come moglie (in affitto) una ragazzina africana non è certo qualcosa di accettabile.
“Davanti a Palazzo Marino a Milano faremo un presidio per dire che lo stupro e la pedofilia non sono errori. Vogliamo rispondere innanzitutto al sindaco Sala e tutti quei giornalisti italiani che rappresentano un gruppo di potere che finora si è auto-assolto, alimentando una cultura della violenza strutturale e negando qualsiasi discussione su colonialismo e razzismo. Le istituzioni pubbliche scelgono un'ennesima volta di ignorare le atrocità del passato e del presente".
È quanto si legge nel comunicato pubblicato su Facebook dal collettivo "Nonunadimeno" di Milano, che domani ha dato appuntamento in piazza Scala nell'ambito della mobilitazione sulla vicenda della sposa bambina del giornalista Indro Montanelli.
Sottolineando che "stupro e pedolifia non sono errori, ma crimini contro la persona e contro l'umanità", che "il colonialismo è stupro" e che "lo stupro è uno strumento di sopraffazione, di potere, un elemento caratterizzante della conquista coloniale e della cultura patriarcale", il "movimento politico antisessista, antirazzista, antifascista" spiegano che "definire stupro e pedofilia come 'macchie' potenzialmente presenti nella vita di tutti significa banalizzare e normalizzare la violenza".
"Se la bambina di 12 anni fosse stata bianca, il suo stupro sarebbe stato definito 'un errore'?". Si chiedono (retoricamente) le promotrici dell'inizitiva di domani, attaccando il sindaco Giuseppe Sala che sul tema del razzismo si limita "a gesti e manifestazioni simboliche" e "nemmeno il piano simbolico è però molto forte se si rifiuta di mettere in discussione la tradizione della celebrazione di figure razziste e fasciste".
"È mancato persino il coraggio - insistono le femministe - di chiamare le cose con il proprio nome: 'macchie' ed 'errori' sono le parole che coprono 'stupro' e 'pedofilia', nonchè 'razzismo' e 'schiavitù'" insistono le femministe, spiegando che "lo sdoganamento di stupro e pedofilia come 'errori', è doppiamente grave se viene dal una figura pubblica istituzionale e un precedente pericoloso. Chiediamo al sindaco: quindi adesso a Milano vale tutto? Ci dobbiamo preoccupare per noi e le nostre figlie? La vita di Destà vale. La nostra vita vale".
Il presidio di domani, annunciano le promotrici, "rispetterà le precauzioni di salute collettiva, mantenendo le distanze interpersonali e l'uso dei dispositivi di protezione individuali".