Avviso al governo: basta con questa sindrome di Stoccolma verso i fascisti

Dire che oggi, a Circo Massimo, i fascisti che hanno aggredito giornalisti e poliziotti erano ‘4 gatti’ è pericoloso. I fascisti non hanno diritto di scendere in piazza.

Fascisti a Roma

Fascisti a Roma

Giuseppe Cassarà 6 giugno 2020

Abbiamo detto tante volte che questo paese non ha fatto i conti con il suo passato fascista. Ma questa rimozione collettiva sta portando verso scenari pericolosi, troppo spesso bollati da istituzioni sempre più colluse e corrotte dall’ideologia neofascista come ‘ragazzate’, ‘goliardate’ e ‘manifestazioni di minoranze violenze’.


Dire che oggi, a Circo Massimo, i fascisti che hanno aggredito giornalisti e poliziotti erano ‘4 gatti’ è una grave mancanza di responsabilità da parte dello Stato. Quella manifestazione non doveva avere luogo perché i fascisti non hanno diritto di scendere in piazza. L’errore madornale commesso dalla giustizia arteriosclerotica di questo Paese è stato cullare i neofascisti nella rassicurante assenza di conseguenze per le loro buffonate. Ed è stato, negli ultimi anni, un crescendo di teste rasate, saluti romani, croci celtiche e altre amenità che possono essere bollate come minchionerie folcloristiche di gruppi di esaltati bifolchi, ma che, come le erbacce, se lasciate crescere diventano incontrollabili e dannose per la tenuta democratica del paese. Perché sarà anche vero che a Circo Massimo oggi a prendersi a bottigliate tra loro come scimmie ubriache sono stati 4 ultras e pochi membri di noti gruppi eversivi italiani, ma ieri notte, a Lampedusa, sono stati incendiati i barconi sui cui i migranti sono morti nel Mediterraneo. Una notizia passata in secondo piano, quando invece è un gravissimo attentato all’umanità e alla decenza, che è ciò che è davvero in pericolo quando i fascisti sono lasciati senza catena.


La lista delle ‘ragazzate’ commesse dai fascisti in Italia senza quasi nessuna conseguenza è lunghissima e ha radici profonde. Comincia fin dagli anni ’90, con i revisionisti sdoganati da Berlusconi che mettevano fascisti e partigiani sullo stesso piano, e arriva fino allo stabile di via Napoleone III a Roma occupato da 16 anni da Casapound e solo ora, finalmente, oggetto di uno sgombero (se davvero avverrà).


La Legge Scelba, la legge sull’apologia di fascismo in Italia non è mai stata di fatto applicata: la Corte Costituzionale, con la sua specifica sul ‘reale’ rischio di ricostituzione del disciolto partito fascista ha permesso a gruppi eversivi come Casapound e Forza Nuova, che tra le loro fila contano noti criminali a cominciare dai leader e dai fondatori, di proliferare all’ombra della completa mancanza di legislatura, mentre Emanuele Fiano, unico ad aver provato a correggere queste storture indegne di un paese civile, è stato lasciato solo a prendersi le minacce per la sua proposta di legge.


Tutto questo è indegno di un paese civile. E la colpa può solo essere di uno Stato che continua a non prendersi le sue responsabilità, a questo punto - è lecito pensarlo - per paura di pestare i piedi sbagliati, o di perdere consenso. Questo lassismo delle istituzioni che permette ai gruppi dichiaratamente neofascisti, antisemiti, antidemocratici, sessisti, omofobi e misogini di scendere in piazza a rivendicare il loro diritto di essere criminali deve finire, prima che sia tardi. Basta con questo Stato ostaggio dell’estrema destra.