Plexiglass in aula, gli esperti criticano la Ministra Azzolina: "Una scelta troppo estrema"

Parla Giulio Ceppi, membro del comitato di esperti guidato da Patrizio Bianchi, nominato dalla ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina: "Una proposta presentata senza consultarci"

Lucia Azzolina
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5 Giugno 2020 - 10.11


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Giulio Ceppi, architetto e ricercatore del Politecnico di Milano, membro del comitato di esperti guidato da Patrizio Bianchi, nominato dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina per formulare e presentare idee e proposte per la riapertura della scuola, ha espresso scetticismo sulla proposta proprio della Ministra sulle barriere di plexiglass nelle aule: “È una proposta del Comitato tecnico-scientifico del Ministero della Salute, non nostra, e spero pensata per una situazione di massima emergenza, un livello di rischio molto alto. Il Cts ha un approccio molto restrittivo e cautelativo: abbiamo un po’ di problemi di conflitto con loro, dobbiamo capirci meglio tra i due Ministeri e mediare le cose. È sbagliato dire adesso, ai primi di giugno, cosa dal punto di vista epidemiologico si debba fare a settembre: mancano tre mesi e la situazione può cambiare da 0 a 100 e viceversa. Bisogna cautelarsi, ma a settembre le condizioni saranno ottimisticamente più tranquille”.
Il plexiglass “è una scelta cautelativa, si teme il peggio e speriamo di non usarli”, spiega Ceppi, per il quale la strada da seguire è un’altra: “Prima di dire che tutti i bambini vanno messi dietro a un plexiglass, come hanno fatto Inail e altre istituzioni vanno definiti scenari di emergenza e per condizioni diverse di rischio, livelli “verde”, “giallo”, “rosso”, anche a seconda delle zone. Il rischio è generalizzare soluzioni per tutti. Il nostro Comitato non è entrato in aspetti frontali sul piano dell’epidemiologia, era un compito del Cts: ora però va trovato un ragionamento a quattro mani, con standard di protezione e comportamenti legati alla situazione, pensando che con il freddo e l’inverno la situazione possa peggiorare. C’è anche un tema di organizzazione e logistica: come e quando comprare plexiglass per tutte le scuole? La scuola non ha meccanismi e pratiche rapide”.
“Noi, come Commissione, abbiamo invece suggerito di giocare su tre piattaforme parallele. La prima, a rischio zero, è un rientro normale nelle classi, riducendo le ore di insegnamento. Ma sapendo che nelle aule gli studenti distanziati non entrano abbiamo inserito due variabili: la didattica a distanza, che ci sarà ma da usare il meno possibile e comunque in alternanza tra gruppi di studenti; e dei ‘patti di comunità’ tra le scuole e gestori di spazi esterni, aiutando gli istituti con decreti molto snelli a fare accordi con il territorio per una didattica integrativa in musei, cortili, spazi del Demanio”.
Insomma, per l’architetto la stella polare sono i “modelli dinamici” e non la staticità di un divisorio tra un banco e l’altro: “Il virus ci impone dei cambiamenti e sarà una scuola diversa, più flessibile, resiliente, capace di muoversi, più ibrida e distribuita sul territorio: dobbiamo pensare ad un progetto sul lungo periodo per cogliere anche le opportunità di questo momento”.
Per le ultime decisioni la ministra Azzolina attende la relazione finale della Commissione di esperti: “Abbiamo già preparato un report intermedio 64 pagine, consegneremo il lavoro finito entro il 20 giugno”, conclude Ceppi.

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