Zaia sull' "italian ban": "Il comportamento della Grecia è riprovevole"

Il presidente della regione Veneto dimentica che il suo partito aveva già invocato il blocco degli africani. Prima di scoprire che gli infetti venivano a Lombardia e Veneto

Zaia

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globalist 30 maggio 2020
Ha ragione. L’unico peccato è che lui appartenga a un partito che ha fatto dei muri e dei fili spinati un modello e che all’inizio della pandemia, quando si sospettava che il contagio potesse arrivare dall’Africa teorizzava la qualunque pur di impedire l’arrivo dei neri infettati che avrebbero portato morte e malattie.
Ora che gli infettati sono i veneti (e gli italiani in generale) anche i leghisti scoprono quanto è brutto essere discriminati.
"Per gli italiani la Grecia è casa. E' inaccettabile, è grave concettualmente che un paese europeo chiuda all'Italia. Non me lo sarei mai aspettato, ci vuole un bel coraggio. Le nostre frontiere sono aperte, non esiste che lasciamo fuori qualcuno perché è un appestato. La Grecia ha avuto un comportamento riprovevole".
A dirlo il presidente del Veneto, Luca Zaia commentando la decisione della Grecia di chiudere all'ingresso degli italiani nel paese almeno fino al 15 giugno, mentre ha aperto ad altri stati.
"Mi meraviglia che una decisione come questa venga da un paese che è in Europa - ha proseguito - se lo dice la Svizzera, certo è per conto suo, ma se lo dice Grecia invece, col passato della trojka e del Salva Stati... Non mi risulta che la sanità greca sia migliore di quella del Veneto o dell'Italia".