Salvini strumentalizza anche la strage di Capaci: "I mafiosi in galera, non fuori come adesso"

Il capo della Lega ricorda Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della sua scorta. E tenta di fare propaganda a buon mercato

Il saluto di Matteo Salvini con Luca Lucci

Il saluto di Matteo Salvini con Luca Lucci

globalist 23 maggio 2020

Demagogia e propaganda anche in un giorno nel quale si ricorda una strage di mafia dal cui insegnamento la politica avrebbe dovuto imparare a tenere lontani il malaffare e l’opacità. Cosa che non è accaduta.

Così il capo della Lega, in calo nei sondaggi, ha di nuovo mostrato la Bestia alla caccia dell’algoritmo giusto.


"In memoria di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca e degli uomini della sua scorta, che 28 anni fa vennero barbaramente assassinati. Una giornata sconvolgente che ancora turba coscienze e cuori di tutti gli Italiani".
Lo ha scritto Matteo Salvini su Facebook.


"Per non dimenticare mai il loro sacrificio, per onorare la vita degli eroi che l'hanno persa per la libertà di tutti noi, ogni giorno ci guidi un principio: lotta alla mafia, sempre e dovunque, con qualsiasi mezzo", aggiunge il leader della Lega: "I mafiosi devono stare in galera, non uscirne come accaduto in queste settimane".