Ha definito Silvia Romano "neo-terrorista": le scuse del leghista peggio degli insulti

Il siciliano convertito al salvinismo Alessandro Pagano era intervenuto alla Camera contro la volontaria. Ora balbetta: "Volevo solo sollevare interrogativi nei confronti dell'azione di governo"

Il leghista Alessandro Pagano
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13 Maggio 2020 - 08.21


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Le scuse sono peggiori delle accuse. Perché parliamo di un parlamentare leghista ‘riciclato’, che ha girato per tanti partiti prima di approdare nelle fila di Salvini e che con le sue parole rozze e volgari ha disonorato la sua funzione e anche la bella e civile terra di Sicilia che non merita certi rappresentanti.
E come si è giustificato?
 “Con riferimento alle mie dichiarazioni in aula sul caso Silvia Romano, vorrei precisare il senso del mio intervento. Nei confronti di Silvia Romano vorrei esprimere il massimo della solidarietà perché dopo 18 mesi ha potuto riabbracciare i propri cari e riassaporare la libertà. Lungi da me esprimere qualcosa di personale nei confronti della giovane, anche perché è chiaro che la stessa potrebbe essere ancora scossa dalla terribile esperienza che ha provato. Ben altra riflessione invece intendevo fare verso tutte quelle Autorità che l`hanno accolta senza le dovute cautele, consentendo ad un gruppo terrorista di farsi pubblicità sulla pelle di questa giovane che ha così duramente sofferto”.

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Lo afferma in una nota il deputato della Lega, Alessandro Pagano.
“Non il sottoscritto – aggiunge – ma organi di informazione di diversa estrazione come Repubblica, L’Espresso, Tgcom 24, Liberoquotidiano, come ho tentato di dire anche in aula, interrotto dai deputati della maggioranza, hanno messo in luce impietosamente il doppio risultato ottenuto, con il concorso colposo del governo, dall’organizzazione terroristica al Shabaab attraverso il riscatto e la pubblicizzata conversione, sulla cui libertà molti hanno posto seri dubbi. In ogni caso, sulle scelte personali, nessuno ha titolo e diritto di intervenire ma sui comportamenti istituzionali tanti interrogativi vanno sollevati e tante risposte devono essere date”.
Pagano aggiunge: “Da siciliano ho vissuto una stagione in cui la mafia godeva anche di consenso sociale e la mia generazione ha combattuto per evitare tali storture culturali, condannando ogni adesione o segnale benevolo nei confronti della stessa, ben sapendo che opinioni o atteggiamenti capaci di produrre consenso ne aumentavano il potere. L`obiettivo della mia critica politica era quindi indirizzata proprio verso il Governo e non già verso la povera ragazza. Il mio intervento, sopraffatto dalla bagarre suscitata dalle mie espressioni delle quali se ho offeso qualche sensibilità mi scuso, era volto a sollevare interrogativi nei confronti di una azione di governo che sembrerebbe, da quanto affermato dal portavoce dell’organizzazione terroristica al Shabaab, aver agevolato, attraverso i soldi versati dallo Stato italiano, l’acquisto di armi per la jihad e nuovi attentati”.
Il deputato leghista aggiunge che “le critiche che mi arrivano dai mondo della maggioranza hanno enfatizzato una espressione privandola del contesto in cui era inserita, soffocando gli interrogativi che in una repubblica democratica, un parlamentare ha il diritto e il dovere di sollevare. In questo modo è chiaro che si è deviata l’attenzione sul vero dibattito e sulle evidenti incongruenze, inadeguatezze e clamorosi errori che si sono consumati su questa vicenda”.

Le parole fuori posto della giornata

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Sono veramente degli esseri indegni. E che che è peggio è che i loro insulti e vomiti non arrivano solo sul web ma anche nelle alte sedi istituzionali.
 Ci sono stati momenti di tensione alla Camera quando il leghista Alessandro Pagano, durante la discussione sul decreto Covid, ha definito “neo terrorista” Silvia Romano, ‘appoggiandosi’ su quanto scritto da un quotidiano.
Immediata la reazione della presidente di seduta Mara Carfagna che ha dapprima definito “improprio” e “inaccettabile” l’epiteto espresso in aula nei confronti della volontaria italiana.
Proteste fra i banchi della maggioranza e per il Pd ha preso la parola Emanuele Fiano per condannare quanto detto dal deputato leghista, condannando quanto detto in aula come una “calunnia” nei confronti di chi dai terroristi è stata tenuta come prigioniera.
Le affermazioni di Pagano (se non si nasconderà dietro l’immunità) sono passibili di querela.
C’è da dire che Pagano, un leghista siciliano e questo spiega già tutto, si era già distinto nei giorni scorsi per arrocchi a Silvia Romano e a coloro che l’hanno liberata.

Le parole del leghista siciliano

“Abbiamo assistito a un figlio della patria, un poliziotto, che è morto e al suo funerale erano presenti 15 persone, nessuna autorità dello Stato presente. Poi, però, abbiamo osservato che quando è venuta la neo terrorista, visto che è risaputo che Al Shabbab questo è, e questo finanzia… Evidentemente, sto citando ‘Repubblica’, mi dispiace…”.

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E dopo le proteste Pagano ha replicato così: “Capisco che questo vi fa innervosire…”.

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