In barca in mezzo all'Atlantico isolati dal mondo: scoprono la pandemia solo un mese dopo

Elena Manighetti, di Bergamo, e il fidanzato Ryan Osborne erano impegnati in una traversata dell'Atlantico e non sapevano nulla della pandemia

Elena Manighetti e Ryan Osborne
Elena Manighetti e Ryan Osborne
Preroll AMP

globalist Modifica articolo

23 Aprile 2020 - 16.21


ATF AMP

Hanno vissuto in una bolla per 25 giorni, isolati nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico in una barca a vela. Nel frattempo, nel mondo esplodeva la pandemia di Coronavirus. L’ultima volta che Elena Manighetti e il fidanzato Ryan Osborne hanno sentito parlare del virus era il 28 febbraio. Solo una settimana prima, si era registrato il primo caso di Covid-19 a Codogno, ma la situazione era ancora normale: solo alcuni paesi del Nord Italia erano in quarantena, e il resto di noi poteva muoversi liberamente. Elena e Ryan a quel punto hanno spento i telefoni e si sono imbarcati. Fanno questa vita da anni, in viaggio sulla loro barca che è anche la loro casa, da cui lavorano come freelancer con progetti di revisione grafica. La traversata dell’Atlantico era una sfida cui si stavano preparando da tempo. 
Sono sbarcati a Bequia, nei Caraibi, il 25 marzo e hanno riacceso i cellulari. Il mondo nel frattempo era cambiato.
“Ricordo che Ryan ha letto le notizie sulla pandemia e le nostre mascelle si sono come paralizzate” ha raccontato Elena, per cui le brutte non erano finite lì. Elena infatti è di Bergamo, la città più colpita al mondo. 
Elena racconta che ha chiamato immediatamente i genitori che le hanno risposto con ‘Oh bene, l’hai scoperto. Non preoccuparti, non fatevi prendere dal panico”. Ma ormai era tardi. Elena non è più riuscita a parlare quando ha visto le foto dei camion che portavano via le bare dalla sua città. 

Top Right AMP
FloorAD AMP
Exit mobile version