L'assessore alla sanità: "Nel Lazio stiamo riuscendo a contenere l'epidemia"

Alessio D'Amato, in conferenza stampa all'Istituto Spallanzani di Roma: "Avvenuto grazie a un rafforzamento della rete ospedaliera, si è deciso di creare 9 hub nelle varie aree"

Zingaretti allo Spallanzani
Zingaretti allo Spallanzani
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11 Aprile 2020 - 10.20


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Sanità lombarda? O forse bisognerà vedere con nuovo occhi la sanità del Lazio? E comunque mentre in Lombardia non hanno decretato la zona rossa per Bergamo (con la scusa che aspettavano lo facesse il governo…) la Giunta Zingaretti ha ordinato la chiusura di Nerola e Fondi per circoscrivere i focolai.
Nel Lazio, quanto a contagi Covid-19, si registra “un mese di andamento costante e sempre al di sotto di altre Regioni che abbiamo preso come punto di riferimento. C’è una distanza molto ampia con Lombardia e una forbice notevole con Veneto, Piemonte, Toscana. C’è stata una capacità di circoscrivere maggiormente l’andamento dell’epidemia”. A sottolinearlo l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, in conferenza stampa all’Istituto Spallanzani di Roma.
“Questo è avvenuto – ha spiegato – grazie a un rafforzamento della rete ospedaliera, si è deciso di creare 9 hub nelle varie aree di afferenze, hanno contribuito realtà importanti o indicando interi plessi o separando distintamente i percorsi. Questa fase di rafforzamento delle rete ospedaliera ha portato 2200 posti letto ordinari e 434 posti in terapia intensiva, 198 attualmente occupati e abbiamo messo a disposizione della rete nazionale la possibilità di usare nostri posti”.
“I prossimi passi – ha aggiunto – consisteranno in un ulteriore rafforzamento della rete ospedaliera, sia metodologico che organizzativo. Quello organizzativo si basa su due nuovi interventi: l’uso di unità mobili per interventi sul territorio, che stiamo già sperimentando con dei camper anche con l’Ordine dei medici di Roma che ci hanno accompagnato ad esempio a Nerola e Contigliano e che istituzionalizzeremo con un bando on line. Recluteremo inoltre 580 infermieri per migliorare l’asssistenza domiciliare soprattutto per le oltre 2000 persone in isolamento domiciliare”.

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