Generazione Pandemia: l'Italia, un mese dopo

Un video realizzato dal giornalista Claudio Locatelli in cui dieci persone parlano con sé stessi un mese fa, quando è iniziata la quarantena

Un frame del video
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9 Aprile 2020 - 19.26


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Il giornalista Claudio Locatelli ha realizzato un video, a un mese dalla quarantena, per mostrare quanto in fretta sia cambiato il nostro mondo. 
“Un paziente guarito, un medico a Bergamo, una studentessa che doveva ottenere la cittadinanza, una stagista costretta a fuggire da Barcellona: storie dall’Italia che resiste, ad un mese dall’inizio dello storico Lockdown dell’intero paese” scrive Locatelli. 
“Ho chiesto a 10 persone di parlare a loro stessi di un mese fa, esattamente il 9 marzo, quando il Premier Conte decise per il completo confinamento del paese.
Non è mai successo prima d’ora che l’Italia adottasse misure di questo tipo. Intere abitudini, i tratti culturali affettuosi ed espansivi, radicati in decenni, sono stati completamente stravolti.
Il metro di distanza, la chiusura della maggior parte delle attività, le mascherine, i voli aerei interrotti, questo e molto altro sembravano fantascienza alla maggior parte di noi; eppure siamo qui, 9 aprile, increduli e ancora in emergenza. Forse però, siamo un po’ più consapevoli.
Ascoltando Fabio, cittadino della Lombardia, guarito dal Coronavirus, rivolgersi idealmente a se stesso un mese fa, quando da pochi giorni era stato ricoverato, ci si rende conto del calvario che ha dovuto passare.
Piergiorgio, medico sul fronte dei peggiori focolai del paese, a Bergamo, in totale chiarezza sostiene che Conte avrebbe dovuto chiudere tutto molto prima. Racconta dei necrologi, dove continua a leggere di pazienti che fino a poche settimane fa erano in cura nella struttura dove lavora”.
E ancora: “Maria, una giovane lavoratrice come tante, sempre in movimento, realizza che la famiglia è un punto fondamentale della sua vita; prima era un riferimento, sì, ma la cena, i pranzi, le colazioni con i propri cari sono qualcosa di valore, come forse non era mai stata in grado di apprezzare.
Uno spaccato di un mese tragicamente unico nella storia d’Italia, di una generazione segnata per sempre dal Coronavirus, la Generazione Pandemia”. 

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