L'epidemiologo sul caso Milano: "Non abbassare la guardia, il contagio può ancora esplodere"

Demicheli ritiene necessaria “una prospettiva molto lunga nella quale teniamo vietate le attività a più alto rischio contagio"

Milano

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globalist 7 aprile 2020

A Milano il contagio è partito più tardi, è cresciuto meno rispetto ad altre zone e ha beneficiato precocemente degli interventi di distanziamento sociale, ma resta una grande metropoli. Se si rimette in moto senza cautele, la possibilità che esploda un nuovo focolaio c’è ed è maggiore che in altre zone. Non abbiamo ancora alternative rispetto allo stare tutti fermi”.


Il professor Vittorio Demicheli, epidemiologo dell’Unità di crisi della Regione Lombardia, è chiaro sui comportamenti da tenere nelle prossime settimane per scongiurare una impennata dei contagi nel capoluogo lombardo.


In generale, Demicheli ritiene necessaria “una prospettiva molto lunga nella quale teniamo vietate le attività a più alto rischio contagio. So che è difficile accettarlo, ma temo che dovremo dimenticarci le partite di calcio o i concerti negli stadi per un po di tempo”.


Sull’uso delle mascherine, e le polemiche conseguenti per la mancata disponibilità, ribadisce: “La mascherina evita il contagio reciproco: indossarla tutti è importante. Non si è fatto prima perché non c’erano: è una delle drammatiche realtà di questa epidemia”. E sui contagi lombardi aggiunge: “Se gli ufficiali sono oltre 51 mila, stimiamo che i reali siano da 5 a 10 volte tanto”.