Per fermare l'epidemia si è scoperta la democrazia del buon senso. Ma...

Se è vero che siamo tutti razionali e responsabili perché ricordarcelo in continuazione, e soprattutto come si spiega la necessità di ricordare le gravi sanzioni

Coronavirus

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Antonio Rinaldis 3 aprile 2020
Il buon senso è la cosa meglio distribuita nel mondo, scrive Cartesio, agli inizi del ‘600. Il buon senso, cioè la ragione è qualcosa che tutti gli uomini possiedono nella stessa misura. Quindi tutti gli uomini nascono e sono razionali.
Il buon senso è una delle espressioni più ricorrenti in questi giorni di allarmi, quasi un monito, come se politici, giornalisti, attori, cantanti e persino i calciatori avessero improvvisamente scoperto la democrazia del buon senso, a cui si accompagna anche il richiamo alla responsabilità, per impedire la diffusione del contagio. Ma l’insistenza con cui veniamo richiamati potrebbe essere sospetta e nascondere un intento diverso. Se è vero che siamo tutti razionali e responsabili perché ricordarcelo in continuazione, e soprattutto come si spiega la necessità di ricordare le gravi sanzioni nelle quali incorrerebbero gli eventuali trasgressori delle norme stringenti in materia di spostamenti?
Forse perché Cartesio era un ottimista, e non è così vero che la ragione è distribuita in maniera uguale? Oppure perché questa autoreclusione è davvero un grande sacrificio per tutti ed è una delle prove più inquietanti che le nostre generazioni stanno affrontando. Nessuno richiamo al buon senso può attenuare la sofferenza che comporta la nostra condizione di prigionieri nelle nostre case. C’è in ciascuno di noi un desiderio di muoversi, di uscire, di respirare così potente, che non mi sento di condannare, perché è il richiamo della vita stessa, anche se è contrario al buon senso.
Ed è talmente bello tutto questo che oggi mi sono emozionato nel vedere un bambino che camminava per strada tenuto per mano dal padre. Era la vita che ricominciava, nella luce del sole primaverile.