Cause contro i medici impegnati con il Covid-19, Anaao: "Studi legali sciacalli"

Ester Pasetti, segretario regionale dell'Anao-Assomed: "Studi legali si promuovono dicendosi disponibili a sostenere cause contro i medici per malasanità per i decessi dovuti al coronavirus"

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31 Marzo 2020 - 17.16


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Ester Pasetti, segretario regionale dell’Anao-Assomed in Emilia Romagna, ha denunciato che “in alcune delle zone più colpite dal coronavirus iniziano a comparire squallidi tentativi di certi studi legali di arricchirsi sfruttando le tragedie che hanno colpito molte famiglie. Un’opera schifosa di sciacallaggio contro cui tutte le istituzioni dovrebbero prendere posizione”. 
In alcune aree del Veneto, della Lombardia e delle Marche, rileva Pasetti, “studi legali si promuovono dicendosi disponibili a sostenere cause contro i medici per malasanità per i decessi dovuti al coronavirus. È una modalità schifosa di sciacallaggio e anche molti Ordini degli avvocati si stanno ribellando, stigmatizzando questo comportamento”. In Emilia-Romagna, precisa il segretario dell’Anaao, “ancora non mi risultano notizie di questo tipo, ma è meglio mettere le mani avanti”.
E aggiunge: “Noi non chiediamo certo l’impunità, ma serve un po’ di ragionevolezza rispetto a ciò che abbiamo a disposizione. Siamo di fronte a una malattia finora ignota, per la quale non esistono cure certe né linee guida, se non la pratica empirica giorno per giorno”.
Da qui parte l’appello di Pasetti. “Che le istituzioni nazionali, regionali e locali si alzino indignate e stigmatizzino gli squallidi tentativi di certi studi legali di arricchirsi sfruttando le tragedie che hanno colpito molte famiglie. Anche l’Ordine degli avvocati dovrebbe prendere posizione. Di malasanità in periodi come questo non ci deve essere traccia. Tutti stanno facendo il loro meglio. Il possibile e anche l’impossibile. In assenza di evidenze scientifiche e con mezzi limitati”.
Pasetti ci tiene a ribadire che il problema della mancanza di protezione per gli operatori sanitari non è ancora risolto. “La situazione è meno peggio rispetto all’inizio – spiega il segretario regionale Anaao – ma sui dispositivi di sicurezza siamo ancora a macchia di leopardo. Siamo passati dalla tragedia iniziale e una situazione un po’ migliore, ma ancora adesso non sempre abbiamo tute e mascherine omologate al 100%. Resta una battaglia quotidiana, le dotazioni non sono sufficienti e dobbiamo razionalizzarne l’uso”.
In particolare, punta il dito Pasetti, “non ci piace l’atteggiamento del Governo e della Protezione civile, ci dà fastidio questo scaricabarile sulle Regioni. Alle Regioni spetta la programmazione sanitaria, ma una pandemia non può rientrare in questo compito. C’è un obbligo nazionale e mondiale di garantire la salute di tutti”.
Tra l’altro, rimarca la numero uno dell’Anaao in Emilia-Romagna, “l’epidemia sta colpendo le zone più ricche e più dotate del Paese. Ci chiediamo cosa succederebbe con questi numeri in Regioni con meno strutture”

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