Coronavirus, si rialzano i contagi: Nicastro: "Picco vicinissimo"

Dopo 4 giorni in cui la curva dei contagiati si era abbassata progressivamente, oggi si è vista un'improvvisa impennata, con 4.492 nuovi casi.

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globalist 26 marzo 2020

Purtroppo le notizie del bollettino di oggi della Protezione civile sul Coronavirus in Italia non sono buone. Dopo 4 giorni in cui la curva dei contagiati si era abbassata progressivamente, oggi si è vista un'improvvisa impennata, con 4.492 nuovi casi, mentre ieri l'aumento era stato di 3.491, martedì di 3.612, lunedì di 3.780 e domenica di 3.957. Il numero delle vittime è oggi di 662, con un calo rispetto a ieri quando erano state 683, mentre martedì l'aumento era stato di 743.


Sono 10.361 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 999 in più di ieri. Ieri l'aumento dei guariti era stato di 1.036. 
Picco vicinissimo
Il picco dell'epidemia di coronavirus in Italia è "vicinissimo" e si presenta "molto largo, una sorta di plateau", ha detto Fabrizio Nicastro, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e fra gli esperti del 'Gruppo analisi numerica e statistica dati Covid-19'. Questa è la situazione ad ora, dominata da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. "Se un'altra regione importante dovesse esplodere - ha rilevato - è chiaro che la curva si rialzerà".
Lombardia in ginocchio
Non migliora la situazione dei contagi in Lombardia. E' di 2.500 persone l'aumento nell'ultima giornata: è quanto ha detto il presidente della Regione, Attilio Fontana, spiegando che "non sono ancora state fatte analisi" su quali zone siano più colpite. "Non so se è arrivato il picco o se ci è sfuggito qualcosa - ha aggiunto - queste valutazioni spettano ai tecnici, io posso solo dire che personalmente sono preoccupato".  Sui tamponi sono state fatte "speculazioni vergognose" secondo il presidente della Lombardia  nel consueto punto stampa in cui ha ricordato le indicazioni date il 27 febbraio dall'Iss che sostiene come "i tamponi si facciano solo ai sintomatici e per gli altri siano fuorvianti". "Noi siamo la Regione che ha fatto in assoluto il maggior numero di tamponi" ha aggiunto il governatore sottolineando che sono state "rispettate le direttive".  E intanto il Comune di Milano ferma le cremazioni per coloro che sono deceduti in città ma non sono residenti e questo a causa della "saturazione" dovuta all'emergenza Coronavirus dell'impianto di cremazione di Lambrate. La misura, come si legge in una determina pubblicata nell'albo pretorio del Comune, sarà in vigore dal 29 marzo.