La Cgil del Veneto contro Zaia: "Sbaglia a criticare il governo, la salute viene prima di tutto"

Christian Ferrari, segretario generale: "Irrinunciabile per le Istituzioni tutelare i cittadini, in particolare i più anziani e i più fragili, di fronte a una minaccia molto forte alla loro salute.

Christian Ferrari, segretario generale della Cgil del Veneto

Christian Ferrari, segretario generale della Cgil del Veneto

globalist 8 marzo 2020
Christian Ferrari, segretario generale della Cgil del Veneto non condivide affatto le critiche del governatore Zaia al decreto.
"Come Cgil del Veneto riteniamo sbagliate le polemiche del Presidente della nostra regione nei confronti del Governo nazionale.
Le consideriamo un drammatico errore sia nel merito che nel metodo.
Pensiamo infatti che sia irrinunciabile per le Istituzioni tutelare i cittadini, in particolare i più anziani e i più fragili, di fronte a una minaccia molto forte alla loro salute. Il pericolo non deriva semplicemente dalle conseguenze fisiche che determina il coronavirus nei casi più gravi, ma anche dal rischio del collasso delle strutture sanitarie in caso di un eccesso di ricoveri in terapia intensiva.
Gli allarmi che arrivano dagli ospedali lombardi dovrebbero indurre tutti alla massima prudenza. La prospettiva di dover scegliere a chi garantire le cure salva-vita sulla base delle aspettative di sopravvivenza, escludendo gli altri, dovrebbe bastare da sola a farci assumere ogni provvedimento utile ad evitarla.
Ma i distinguo sono sbagliati anche nel metodo, perché di fronte ad una sfida inedita e così complessa si deve garantire la massima collaborazione tra le istituzioni, mettendo da parte le pur legittime opinioni divergenti su questa o quella soluzione. Non ci possiamo assolutamente permettere messaggi contraddittori tra i diversi livelli di governo nel momento in cui si chiedono sacrifici straordinari a tutti i cittadini. Ne va dell'efficacia delle misure e della stessa credibilità delle istituzioni repubblicane.
Il fatto che il diffondersi del contagio nei nostri territori non abbia raggiunto i picchi della Lombardia e che i nostri ospedali non siano ancora giunti al punto di rottura di altre aree è una ragione in più per provare a vincere la battaglia contro il virus nel più breve tempo possibile, non una in meno. Contrapporre emergenza sanitaria a emergenza economica non ha alcun senso, perché se non si risolve – e in fretta – la prima, di ripartenza produttiva non si riuscirà neppure a parlare.
Non ci sarà influencer o campagna promozionale capace di convincere il mondo che il Veneto e l'Italia siano tornati ad essere posti sicuri. Come sindacato garantiamo il rispetto rigoroso delle prescrizioni del nuovo decreto del Governo, la massima collaborazione con tutte le istituzioni locali e nazionali, e invitiamo lavoratrici e lavoratori a fare altrettanto. Il nostro impegno andrà nella direzione di non lasciare nessuno di loro solo o scoperto a causa dell'inevitabile rallentamento produttivo dei prossimi tempi".