Scuole chiuse per Coronavirus, le Marche non ritirano l'ordinanza: è scontro con Conte

Il Presidente Pd delle Marche Ceriscioli: "Noi andiamo avanti. Se la mia sia una sfida al governo, non dipende certo da me".

Scuole chiuse per Coronavirus

Scuole chiuse per Coronavirus

globalist 26 febbraio 2020
Sfida tra le Marche e la Presidenza del Consiglio sulla questione delle scuole chiuse: negli scorsi giorni, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli (Pd) aveva emanato un'ordinanza per la chiusura preventiva delle scuole, poi fatta ritirare da una chiamata del Premier Conte in persona. 
Ma oggi a Circo Masimo su Radio Capital Ceriscioli ha annunciato che non ha nessuna intenzione di fare pasis indiertro: "Noi andiamo avanti. Se la mia sia una sfida al governo, non dipende certo da me".
Conte da parte sua ha risposto a L'Aria che Tira su La7: "Ieri abbiamo avuto una riunione con tutti i ministri e i presidenti delle Regioni. Ci ha sorpreso che dopo che tutti avevano concordato sul protocollo suggerito, nel pomeriggio le Marche hanno realizzato uno scarto, una deviazione. Questo non va bene perché se ognuno assume iniziative per conto suo si crea una confusione generale del Paese difficile da gestire. Disporre la chiusura delle scuole poi crea problemi per i genitori. Ha solo effetti negativi e non positivi".
Da parte sua Ceriscioli spiega il perché della sua scelta: "Conte ci aveva assicurato un coordinamento nazionale che desse regole uniformi a tutti gli enti locali. Ma queste linee omogenee alla fine non si sono viste. Così abbiamo deciso di accelerare. Abbiamo avuto casi al confine, a Cattolica, e quindi diventava ingiustificato non applicare quelle misure di prevenzione indicate dai tecnici della nostra regione. Il governo ha perso un'occasione per individuare una strategia uguale per tutti da seguire".