La poliziotta che odia le donne: insulti sessisti a Rackete, Jebreal e tutte le 'radical chic'

Così commenta Cathy La Torre: "Questa donna è una poliziotta. Ogni giorno indossa una divisa, con il dovere di proteggere tutti. Vergogna"

Insulti a Rula Jebreal
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21 Febbraio 2020 - 17.00


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C’è una violenza davvero preoccupante dietro le parole di Silvia, una donna peraltro vice ispettore della Polizia di Stato in forza alla Questura di Grosseto, nella bufera in queste ore per una serie di post che dire offensivi è dir poco contro Carola Rackete, Rula Jebreal, le Ong e le donne in generale. 
Post che sono stati condivisi anche da Cathy La Torre su Instagram, che commenta così: “Di Carola Rakete ha scritto: È inutile che vi sforziate di dare dignità a questa lurida zecca di sinistra per avere visibilità: è solo una terrorista che farà la fine che merita”. Di Rula Jebral ha invece scritto: Ti fanno presentare Sanremo solo perché sei una bella topa diversamente bianca. Povera mentecatta. Delle donne che la pensano diversamente da lei ha scritto: Radical chic parassite buoniste col culo degli altri, finalmente impegnate a fare qualcosa di utile: spazzare, cucinare, essere ingravidate a nastro senza avere la possibilità di parlare senza l’autorizzazione del vostro padrone (leggasi marito). Qualcuno, nel leggere questa sequela di abomini, penserà al solito leone da tastiera, il solito odiatore frustrato che infelice della sua vita e fallimentare nel rapporto con le donne, usa contro le donne stesse questa violenza verbale sui social per sfogare la propria inadeguatezza.
E invece no. L’autrice di queste frasi è una donna. Una donna che odia ferocemente altre donne. Ma c’è qualcosa di peggiore, di questo. Qualcosa di dannatamente peggiore. E dannatamente preoccupante. Questa donna è una poliziotta. Ogni giorno indossa una divisa, indossa la sua autorità, indossa il dovere di proteggere le cittadine e i cittadini del suo paese, a prescindere dal loro genere, orientamento politico o religioso o sessuale e così via. Questa donna è un’agente della Polizia di Stato che senza quella divisa e con quella divisa perde completamente il controllo, completamente, alla vista di altre donne che semplicemente la pensano diversamente da lei. Insultandole, deridendole, augurando loro il peggio. E io mi chiedo quanto, metà del paese, si senta protetta da questa persona”. 
Ovviamente, in seguito alle polemiche, il post è sttao prontamente cancellato con tante scuse, ma la signorina Silvia non ha comunque evitato di commentare che lei “sulle Ong pensa quello che ha scritto”. 


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